Grella: «Oggi gli emigrati tiferanno per noi»

Contro l'Italia il soldato Vince Grella, per tutti Vincenzo. È il playmaker dell'Australia: grinta, pressing, fallo tattico, ma anche geometrie, tiri da lontano, qualche lancio illuminante, rari i palloni persi gratuitamente. Ha 27 anni, i primi gol nel Carlton, poi il passaggio all'Empoli, con il debutto in serie A. Poi Ternana in B, promozione e salvezza in A con l'Empoli, allenatore Silvio Baldini che due anni fa lo portò con sé a Parma. «Arrivò senza preparazione - ricorda l'ex azzurro Lorenzo Minotti, team manager crociato due anni fa -, il mister lo fece giocare da subito, sempre, in campionato e nelle coppe. Lui finì in difficoltà, sul piano fisico. Al Tardini lo fischiavano, la gente non lo vedeva affatto bene. La scorsa estate ha potuto lavorare con l'applicazione che vuole lui e nell'ultima stagione quello stesso stadio che lo fischiava gli ha tributato grandi riconoscimenti».
Grella gioca con l'Australia, ma è italiano al 100%. Un anno fa ha sposato a Castelfiorentino una nobile empolese, Barbara Conforti Battini, di Cambiano, che gli aveva già dato due gemelle. Testimone delle nozze Mark Bresciano. «È il mio compagno di camera - racconta Grella -, in nazionale come nei ritiri del Parma. Siamo molto emozionati tutti e due. Felici per l'opportunità che ci siamo guadagnati, ma anche ben determinati a giocarci tutte le nostre carte. Assieme a Kewell, Bresciano è il giocatore più importante che abbiamo, ha qualcosa in più degli altri, anche se Hiddink per scelta tecnica non gli ha ancora fatto disputare una partita intera, qui al Mondiale».
A Parma abita in un appartamento come tanti, in centro. Niente a che vedere con la villa che la famiglia della moglie ha nell'Empolese. «Mio padre Antonio - spiega Vincenzo -, è di Avellino, mamma Maria di Roma. Hanno vissuto in Australia per quasi quarant'anni e come tutti gli italiani emigrati laggiù in questa partita tifano per noi, tanto più che ci presentiamo per la prima volta a un ottavo di finale».
A Grottaminarda, in Irpinia, dove Grella ha dei parenti, i ragazzini indossano in questi giorni le sue maglie, dell'Australia e del Parma. «Anche i tifosi crociati mi seguono con simpatia, ma non posso certo chiedere loro di tenere per l'Australia, stavolta. E comunque non è nel mio stile chiedere».
Il nuovo allenatore del Parma Stefano Pioli ha tutta l'intenzione di confermare Grella come metronomo. «Il mio contratto scade fra un anno. Adesso penso a far bene la partita contro l'Italia, non certo per motivi di mercato. Vengo da sei mesi ottimi, credo che gli addetti si siano accorti del mio rendimento in serie A. Questa vetrina può aiutare, l'importante però è dare tutto per la propria nazione, offrire credibilità. Siamo una squadra molto equilibrata, sappiamo attaccare in undici e pure difenderci a pieno organico. Con il Giappone e la Croazia abbiamo piazzato rimonte importanti, con il Brasile non ci siamo riusciti eppure li abbiamo messi in difficoltà». Così succederà anche all'Italia.