Il «Grinzane France» a Giuseppe Culicchia

nostro inviato a Parigi
È la seconda volta che Giuseppe Culicchia vince il premio Grinzane Cavour. La prima fu nel 1995, quando si aggiudicò il riconoscimento all’esordiente dell’anno con Tutti giù per terra, romanzo che lo lanciò come autore fra i più promettenti della sua generazione e dal quale il regista Davide Ferrario trasse poi l’omonimo film interpretato da Valerio Mastandrea.
Ieri invece sono stati gli studenti di dieci licei parigini a scegliere Culicchia come autore italiano preferito per il romanzo Il paese delle meraviglie (Les pays des merveilles, edito da Albin Michel), attribuendogli quindi il «Prix Grinzane France», giunto alla terza edizione. Il libro racconta le tensioni e le passioni del 1977 con gli occhi di Attila, un adolescente che oscilla tra rabbia e malinconia. Facile capire, quindi, perché i ragazzi di Parigi lo abbiano preferito, in una rosa di quattro scrittori italiani tradotti in francese, ad Andrea De Carlo (Giro di vento, Flammarion), Erri De Luca (In nome della madre, Gallimard) e Elisabetta Rasy (La scienza degli addii, Du Seuil).
Culicchia è un autore che continua a essere considerato «giovane» (anche se i suoi capelli ormai sono brizzolati), per il modo di narrare e perché ama raccontare il mondo visto con gli occhi dei giovani. Nel romanzo premiato a Parigi, per esempio, l’unico personaggio adulto positivo è il nonno, che è anche il solo a saper comunicare con i ragazzi. Bocciati gli adulti, si salvano soltanto adolescenti e vecchi. Sarà perché possono permettersi il lusso della sincerità. E, come ha detto ieri Culicchia durante l’incontro con gli studenti: «Mi piace esser giudicato dai giovani. Sono lettori esigenti, hanno meno remore a chiudere un libro se non gli piace. A differenza degli adulti». Alla domanda: perché ha iniziato a scrivere? La risposta è stata: «Perché durante i pomeriggi, da ragazzino mi annoiavo, non sapevo che cosa fare, così ho cominciato prima a leggere. Di tutto, anche Piccole donne e Piccole donne crescono». Saranno gli adolescenti a salvare il mondo?