GSE, ecco lo sportello verde che promuove l’«altra» energia

Così il Gestore dei Servizi Elettrici intensifica l’azione di incentivazione dello sviluppo delle fonti alternative

Il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE S.p.a) si può definire lo sportello verde d’Italia. Una delle attività in cui ha dimostrato il suo ruolo fondamentale è stata la gestione dell’incentivazione in conto energia alla produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica. Sono oltre 30mila le domande arrivate al GSE che testimoniano l’importanza dell’attività svolta dalla società per la promozione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. E continuano ad arrivare richieste: a inizio febbraio 2007, circa 5.300 impianti hanno comunicato l’inizio dei lavori di costruzione, per un totale di quasi 96 MW di potenza; oltre 1.900 hanno annunciato la fine dei lavori, per un totale di circa 16 MW di potenza; quasi 1.200 impianti sono entrati in esercizio, per una potenza complessiva di oltre 8 MW. I due terzi di questi ultimi hanno firmato o stanno firmando la convenzione con il Gestore dei Servizi Elettrici per ottenere le tariffe incentivanti. Dunque, il GSE può considerarsi uno snodo centrale nella promozione, incentivazione e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel nostro Paese. Il GSE, infatti, ha ormai da alcuni anni riconosciuto il suo ruolo di «soggetto attuatore» delle politiche di promozione e incentivazione alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Nel dettaglio la missione affidata al Gestore dei Servizi Elettrici è focalizzata sulla gestione dei flussi economici e finanziari di tutte le fonti rinnovabili. Infatti, il Gse ritira e colloca sul mercato l’energia prodotta da impianti Cip6 alimentati da fonti rinnovabili e assimilate e gestisce il sistema di incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in genere e da impianti fotovoltaici. In quest’ultimo caso si fa riferimento al «Conto Energia», il programma attivato con decreto ministeriale nel 2005, cui possono accedere aziende o privati cittadini. Non solo. Il GSE verifica anche i relativi obblighi da parte dei produttori e qualifica gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, rilasciando anche la garanzia d’origine dell’energia elettrica prodotta. Ed è il GSE a emettere i «certificati verdi», cioè i titoli che attestano la produzione di energia da fonti rinnovabili. A partire dal 2002 gli operatori che hanno prodotto e/o importato nell’anno precedente energia da fonte convenzionale, sono obbligati a immettere in rete una quota di energia «verde», cioè ricavata da fonti rinnovabili. La società è anche attiva nella cogenerazione: essa, infatti, effettua il riconoscimento degli impianti che producono energia elettrica e calore in un unico processo con determinati rendimenti minimi. Secondo quanto prescritto dalle direttive comunitarie, l’Italia entro il 2010 dovrebbe arrivare a coprire il 25% del suo fabbisogno con energia prodotta da fonti rinnovabili. Il GSE, di cui è azionista unico il ministero dell’Economia e delle Finanze, nel suo ruolo di soggetto attuatore sarà, dunque, sempre più chiamato a intensificare la sua azione di promozione per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative.