Guggenheim, ma non solo Bilbao è costruita nel futuro

La Ria de Bilbao, l'ex città industriale dei Paesi Baschi, è diventata una «passerella» dei più grandi architetti del mondo. Sulle rive del fiume, ora sorgono in successione la Torre de Oficinas alta 165 metri, progettata da Cesar Pelli ispiratosi alla prua di un vascello, il Paraninfo de la Universidad del Pais Vasco disegnata da Alvaro Siza, la Biblioteca de la Universidad de Deusto di Rafael Moneo: le loro silhouette ardite sono le prime testimonianze del «contemporaneo» al quale si è votata la città.
Il simbolo è il Museo Guggenheim che visto dall'alto sembra un fiore nell'atto di schiudere i propri petali, di fianco assomiglia a una nave con le vele spiegate. Le trentatre mila squame di titanio - la nonna pescivendola di Frank Gehry, il suo geniale inventore, gli affidava il compito di portare a casa le carpe - catturano i raggi ultravioletti. A fare la… guardia al Guggenheim c'è Puppy, la scultura in acciaio cromato raffigurante un cane che Jeff Koons pensò come esposizione temporanea, tutta «tempestata» di fiori ma che poi è diventata, insieme al Ragno gigante di Louise Bourgeois, un fedele compagno del museo più fotografato al mondo. Dentro la pancia metallica del Guggenheim, «The matter of time» ovvero le spirali in lame di acciaio di Richard Serra pensate come labirinti riempiono la galleria espositiva più lunga del mondo.
Pochi metri più avanti, si ammira El Zubizuri, il ponte in tubi bianchi di Santiago Calatrava, attraverso il quale la prospettiva viene ad abbracciare le due torri abitative di Arata Isozaki. Bisogna, invece, lasciare il fiume e spostarsi, magari utilizzando la metropolitana progettata da Norman Forster, altro archistar che ha contribuito alla rinascita cittadina, all'Alhondiga per lasciarsi stupire dalla fantasia di Philippe Starck: l'ex deposito dell'uva e delle olive è stato interamente svuotato e adesso le pareti originali accolgono tre edifici sormontati da 43 colonne in stili tutti diversi; all'ultimo piano c'è una piscina dalla vasca trasparente in cui sembra di nuotare nel vuoto.
Questa trasformazione di stile ha contagiato anche la cucina basca. É avanguardia pura, infatti, quella di Josean Alija che al Nerua «onora» la sua collocazione all'interno del Guggenheim proponendo piatti di ricerca del gusto più puro dei vegetali esaltatati anche da una estetica minimalista premiata da una stella Michelin. L'altra esperienza gastronomica «contemporanea» da provare è il menù di Azurmendi, a cominciare dall'aperitivo sensoriale nell'orto ospitato nel roof top di questo ristorante in vetro e acciaio in cui lo chef Eneko Atxa vuole che non solo il palato ma anche la vista e il tatto siano partecipi. Per questo oltre ad assaggiare i fiori coltivati, estrarre alambicchi dal terreno, si prova il piacere del picnic nel giardino leggendo le poesie e le fotografie esposte sulle pareti, prima di sedersi a tavola e deliziarsi con i piatti che si fregiano di tre stelle Michelin.
Bilbao non ha però rinnegato il Casco Viejo con la sua matassa di vicoli intorno alla Catedral de Santiago, e la sua tradizione dei pinxtos, il nome dato alle tapas locali, in cui impera il baccalà acquistato al Mercado de La Ribera, considerato il più ricco di prodotti freschi in tutta Europa, che presenta l'aspetto di una nave ancorata a ridosso de La Iglesia de San Anton dall'esterno imponente come una fortezza. Le due del pomeriggio e le nove della sera sono le ore della movida: sollevando calici di vino bianco txacolì, si festeggiano i successi dell'amatissima squadra di calcio dell'Athletic gustando appunto i pinxtos che le salse e le combinazioni con salsicce e formaggi in bilico sulle scaglie di baguette trasformano in delizie di alta gastronomia prêt-á- porter.
A Bilbao si vola con Alitalia direttamente da Roma (www.alitalia.it). Per pranzare, www.nerua.com e www.azurmendi.biz. Le informazioni si possono reperire all'Ufficio Spagnolo del Turismo in via Broletto 30 a Milano, o navigando su www.spain.info e www.bilbao.net/bilbaoturismo. Soggiornare nel design hotel Mirò (www.mirohotelbilbao.com) significa addormentarsi e risvegliarsi vedendo il Guggenheim Museum (www.guggenheim-bilbao.es). Al Teatro Arriaga si assiste a numerosi spettacoli (www.teatroarriaga.com), ricco anche il cartellone dell'Alhondiga (www.alhondigabilbao.com).