Guglielmo Chaminade

Era il tredicesimo figlio di Blaise e nacque a Périgueux nel 1761. Sacerdote nel 1785, scoppiata la Rivoluzione si rifiutò di giurarle fedeltà e fu costretto alla clandestinità, continuamente travestendosi per esercitare il suo ministero. Sotto il Direttorio dovette andarsene in esilio in Spagna. A Saragozza, nel santuario del Pilar, ebbe l’ispirazione di fondare una famiglia religiosa consacrata a Maria. Tornato a Bordeaux nel 1800, si diede a creare confraternite mariane a tutto spiano per far fronte alla ormai dilagante indifferenza religiosa. Dietro di lui si sviluppò un vero e proprio movimento, dal quale nacquero nel 1816 le Figlie di Maria Immacolata (poi dette Marianiste) ad Agen. L’anno seguente fu la volta dei Marianisti, cioè la Società di Maria, dedita soprattutto all’insegnamento. I due istituti si sparsero in breve in tutta la Francia e già nel 1838 venivano ufficialmente approvati dal papa Gregorio XVI. Chaminade fondò numerose scuole di ogni ordine e grado, puntando alla formazione di maestri. Moltissime furono le difficoltà, perché i funzionari della Restaurazione erano gli stessi del precedente regime (essendo stati fisicamente eliminati tutti gli altri). La rivoluzione del 1830 si aggiunse a complicare le cose. Ci si misero anche problemi finanziari, incomprensioni all’interno della Società, defezioni. Nel 1841, addirittura, il fondatore venne sfiduciato e dimissionato (chi vuol saperne di più si procuri la biografia di questo personaggio, edita da Piemme e opera del sottoscritto). Morì quasi novantenne nel 1850. Oggi la sua opera è mondiale.
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