Ha compiuto vent'anni la bambina con due cuori nata nella terra di Gesù

Ril al Jerushi, palestinese, era ormai condannata a morte. Ma un bambino israeliano, Yual Kaven, vittima di un incidente stradale, l'ha restituita alla vita donandole il cuore

Ril e Yuval sono cresciuti insieme. Inseparabili. Dove c'era lui andava lei. E quando lei pensava a lui, a tutti e due batteva forte il cuore. Ril aveva appena compiuto 10 anni, Yuval invece ne aveva ancora 8. Sembra più grande di lei ma è il classico tipo che non crescerà mai. E lo dicono tutti, chissà perché, con gli occhi un po' lucidi. Si sono incontrati per caso in una giornata che nessuno dimenticherà mai. E venivano da posti così lontani che più da lontano non si può. Ril stava molto male quel giorno, ma proprio male male. Le mancava il fiato e non mangiava più perché qualcosa, qualcosa di cattivo, le stava divorando il cuore. I medici dell'ospedale Tel ha-Shamer di Tel Aviv dicevano che c'erano poche speranze di salvarla, che i suoi pochi anni avevano ormai i giorni contati. Ma proprio quel giorno arrivò Yuval, tutto sudato, sparato come un trenino, con la sua biciclettina azzurra e il suo carattere allegro da cucciolo buono. Tra bambini va così, ci si capisce al volo, non c'è bisogno di tante parole, non c'è bisogno di conoscersi per donarsi il cuore.
Ril Al Jerushi è una bambina palestinese, coi riccioli scuri e gli occhioni di chi ha già visto tutto senza poter fare nulla. Viveva a Ramieh, dalle parti di Tel Aviv, sette anni fa quando a poche ore dalla fine un trapianto di cuore le salvò la vita da una cardiopatia congenita che la stava uccidendo. Il cuore che le restituì il futuro era di Yuval Kaveh, un bambino di otto anni: era stato investito da un'auto mentre correva come il vento sulla sua biciclettina azzurra. Yuval era un bambino speciale. Era un bambino ebreo. Braha Kaveh, la sua mamma, si ritrovò così lacrime nelle lacrime con Aani Aljaroushi, la mamma di Ril. Disse solo: «Tua figlia adesso ha il cuore di un angelo...». Ci sono piccole eroine del male laggiù che entrano nei centri commerciali con l'esplosivo nello zainetto. E soldati che sparano per le strade senza curarsi se in fondo al mirino ci sono uomini armati o bambini indifesi. Ma c'è una strana armonia in questa bambina con due cuori che vive nella terra di Gesù e che si porta dentro una speranza troppo grande per una ragazzina così piccola. Vive nascosta, dove non si dice, sono in tanti di qua e di là a preferirla morta, perché è diversa, perché non va, perché questa è la terra del Signore, ma anche di Erode. Ril ha appena soffiato via i suoi vent'anni anni dalla torta di compleanno. C'erano gli amici, due mamme e due papà. Quella biciclettina azzurra che corre come il vento non l'ha dimenticata. Sperando che in Palestina, ma non solo, quel vento un giorno possa cambiare...

Commenti
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stenos

Gio, 25/12/2014 - 10:39

Adesso l'isis la sgozza perché ha il cuore di un ebreo.

acam

Gio, 25/12/2014 - 10:58

mi domando se c'è bisogno di commentate una storia come questa, se mai c'è bisogno di divulgarla in arabo e ramaico in inglese e in cinese Francesco tenta di farlo ma soffocano le sue parole, c'è da rimanerne perplessi...

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SEXYBOMB

Gio, 25/12/2014 - 11:06

...speriamo possa cambiare il vento anche nella nostra povera Italia

eloi

Gio, 25/12/2014 - 11:56

Molto commovente. Un appunto per Massimo M. Veronese: Doveva proprio aspettare il giorno di Natale per pubblicarla. Oppure, se non l'articolo almeno la storia è un fatto risaputo? Io non sapevo!

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ilvillacastellano

Gio, 25/12/2014 - 13:20

Bella storia!

cecilia nizza

Gio, 25/12/2014 - 17:13

Molto bello aver riproposto questa storia. Due rilievi però occorre fare: 1. Ramle è in Israele. 2. Perciò la ragazza non è palestinese, ma isrealiana, operata in un ospedale israeliano (Tel Aviv). A meno che non si sia tornati ai tempi del mandato britannico sulla Palestina che è finito nel 1947, con la risoluzione 181 dell'Onu che sanciva la nascita di due stati, uno ebraico e uno arabo. Questo per essere precisi, soprattutto di questi tempi dove predomina una narrativa che con la storia nulla ha a che fare.

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scappato

Gio, 25/12/2014 - 17:39

Ho visto diversi gesti nobili in questa direzione, ma mai nell'altra, dove un offerente fosse un palestinese verso un ebreo.

acam

Gio, 25/12/2014 - 23:56

nessuno ha commentato le cose buone belle e meravigliose nono interessano nessun pirla nemmeno il giorno di natale

Edith Frolla

Ven, 26/12/2014 - 10:27

Un bambino israeliano ha donato gli organi ad una bambina israeliana, che c'è di strano? Bisognerebbe evitare di sottolinere le differenze religiose tra israeliani, seppur con storie a lito fine,, sopratutto ora che Israele sta abbandonando il suo status di paese laico e democratico per diventare uno stato confessionale ed integralista. A questo mira, infatti, la proposta di legge Nethanyau sulla natura ebraica dello Stato di Israele, proposta che lo stesso Haaretz definisce così: “Questa è la legge che fonda lo “stato ebraico” per la gioia del nostro capo e affossa lo “stato democratico” per la vergogna di tutti noi. Questa è la legge che nega ogni diritto nazionale e ogni simbolo ai cittadini arabi israeliani; la legge che annulla lo status della lingua araba come seconda lingua ufficiale; e, soprattutto, la legge che cancella l’uguaglianza”

Joe Larius

Ven, 26/12/2014 - 11:13

Signora Braha Kaveh: grazie per averci dato un robusto filo di speranza e la certezza che in fondo ai nostri cuori alberga ancora quel senso di fratellanza umana che che il Dio di Abramo e Suo Figlio ci hanno trasmesso.

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Memphis35

Ven, 26/12/2014 - 11:28

E ieri, puntuale, è arrivato il rigraziamento palestinese: una molotov che ha incendiato l'auto di un israeliano e arso viva la sua bambina.

DonatoDS

Ven, 26/12/2014 - 14:56

Signora Frolla, Lei è una vera chiavica, di quelle che tracimano anche nelle occasioni più impensate. In bocca a Lei, anche la parola "mamma" prenderebbe un insano sapore di sterco.

Edith Frolla

Ven, 26/12/2014 - 19:17

DonbatoDS, del signor non le si addice neanche l'appellativo, torni nella fogna da cui è uscito e si lavi la bocca con il sapone.

Edith Frolla

Ven, 26/12/2014 - 19:53

DonatoDS, che l'appellativo signor non le si addice, torni nella fogna da cui è uscito.

DonatoDS

Sab, 27/12/2014 - 14:14

Signora Frolla, non entrerei mai in una fogna perchè correrei il rischio di incontrarla e la cosa mi ripugna!!!