Haifa, l'araba più bella del mondo che ama Nasrallah e odia gli integralisti

Libanese, 35 anni, è la pop star più sexy del Medio Oriente. Fa scandalo per gli abiti scollatissimi, è un simbolo di emancipazione per milioni di ragazzine ma dice di avere un debole per il capo Hezbollah. Ora l'accusano di razzismo. Per la riga di una canzone

L'hanno definita la donna più bella di tutto il Medio Oriente. Le basta uno sguardo per toglierti il fiato. Haifa Wehbe, è libanese, ha trentacinque anni, la quinta di reggiseno e una gran voglia di dare scandalo. L'ultima volta le hanno dato persino della razzista. Tutto per colpa di una riga della sua ultima canzone che definisce gli egiziani neri, che vivono tra il sud dell'Egitto e il nord del Sudan, «scimmie nubiane». Le hanno fatto causa spiegando che quelle parole hanno alimentato la discriminazione contro di loro, costringendo alcuni bambini nubiani a non andare più a scuola per paura di essere presi di mira dai compagni che li chiamano scimmie. Lei si è subito scusata, spiegando però che l'autore, egiziano, della canzone le aveva detto che «Scimmia nubiana» è solo un popolare gioco per bambini. Per ora non è servito.
Ma agli scandali Haifa è abituata. Nonostante le minacce dell'ortodossia islamica non c'è censura che le abbia impedito di vendere migliaia di dischi. Che, vergogna delle vergogne, parlano d'amore. È stata fotomodella, è la copertina preferita dei settimanali di gossip, i suoi concerti in jeans e camicette scollatissime fanno ovunque il tutto esaurito, i ragazzi l'adorano, le ragazzine la imitano, per i libanesi è il massimo del sexy. Lei invece, almeno così dice, trova erotico il leader Hezbollah Hassan Nasrallah che in teoria dovrebbe essere il suo peggior nemico. Non si è fermata qui. Ha fatto da testimonial al defilé dello stilista libanese Abed Mahfouz quando ha lanciato un provocatorio abito da sposa rosso sangue «per ricordare la mancanza di pace in un Medio Oriente ancora prigioniero della guerra». Le piacerà Nasrallah, sarà anche musulmana. Ma quell'abito le stava proprio da dio.