Henrik Tidemansson

È uno dei pochi santi svedesi perché la cristianizzazione della penisola scandinava fu piuttosto tarda e la sua cattolicità cessò bruscamente ope legis nel XVI secolo col passaggio della corona svedese al luteranesimo. Henrik Tidemansson, figlio di Tideman Didriksson, nacque in un anno compreso tra il 1425 e il 1430 nell’Ostergötland. Fu canonico della cattedrale di Linköping nel 1462 e vescovo della diocesi dal 1465. Fu un vescovo costruttore ed edificò le sue chiese (ma anche la cattedrale di Linköping) in pietra, contro l’uso nordico del solo legno. Per questo chiamò maestri costruttori da Colonia e la sua cattedrale fu una delle prime in pietra della Scandinavia. Ma il santo, visitando il continente, si era reso conto anche dell’importanza delle strade per lo sviluppo economico, tant’è che ne fece eseguire parecchie. Il nome Henrik Tidemansson figura anche nella storia della letteratura svedese come uno dei primi autori in quella lingua, dato che fu poeta e drammaturgo nonché diffusore di libri liturgici che faceva stampare a Norimberga. Come un suo predecessore nel secolo precedente, s. Nikolau, aveva fatto canonizzare s. Brigida di Svezia, così Henrik fece canonizzare la figlia di lei, s. Caterina, con una solenne cerimonia nel 1489. Molto venerato già in vita per la carità e l’abnegazione, il vescovo Henrik Tidemansson morì nel 1500 ma non fu mai più possibile procedere alla sua canonizzazione ufficiale per gli eventi politici che quasi immediatamente seguirono. È l’ultimo santo svedese, anche se fatto tale col vecchio sistema dell’acclamazione popolare.