Hilary Swank: "Per riuscire a lavorare divento produttrice"

L’attrice a Ischia Global Fest parla dei nuovi film, ma ammette: "Stento a trovare parti per la mia età, Hollywood privilegia le pellicole maschili"

Ischia - La paragonano già a Katharine Hepburn. Ma della grande attrice, compagna nella vita di Spencer Tracy, Hilary Swank, ospite dell'Ischia Global Fest, non ha né il fascino né l'eleganza. Forse però questa trentatreenne ragazza della provincia americana (di Lincoln, Nebraska), fisico androgino e scattante diventerà altrettanto brava. Le carte ce le ha tutte in regola da quando tre anni fa Million dollar baby l'ha consacrata come una delle più interessanti attrici di Hollywood, consentendole di vincere anche il secondo Oscar della sua carriera dopo Boys don't cry: «Eppure non è che le cose siano cambiate così tanto come credevo», afferma Hilary a Ischia. «Continuo ad avere difficoltà a trovare ruoli interessanti. Del resto è un problema comune a noi attrici 30-40enni. A Hollywood infatti privilegiano le storie al maschile e pur di lavorare noi donne accettiamo anche ruoli che spetterebbero ad una ventenne».

Per questo la Swank ha deciso di fondare una propria casa di produzione, per scegliere meglio i film da realizzare. Un'ideuzza recente, nata subito dopo aver interpretato al fianco di Gerard Butler P.S. I love you, regia di Richard Lagravenese, nelle sale prima di Natale: la storia di una trentenne a cui muore il marito e che per questo cade in depressione. Ma un paio di mesi dopo un postino, dopo aver suonato sicuramente più di due volte, le recapita dieci lettere del compianto consorte, il quale la esorta a reagire alla vita, a non arrendersi, a lottare nonostante lui non ci sia più: «Un film completamente nelle mie corde», precisa la Swank che presto vedremo in un altro paio di film: Fangland ambientato in uno studio televisivo occupato dai vampiri, e Laws of motion, storia di una moglie infelice.

«In ogni personaggio c'è sempre qualcosa di me», spiega la Swank. C'era ad esempio in Million dollar baby, al fianco di Clint Eastwood. Come Maggie, la sfortunata boxeur, anche Hilary viene da un paesino americano. E, come lei, per arrivare al successo ha dovuto sputare sangue e sudore. Ce l'ha fatta grazie alla determinazione.

In effetti, quante altre attrici al posto suo sarebbero state disposte a dormire in auto per mesi e mesi di fronte gli studios di Hollywood pur di sostenere un provino dietro l'altro? Hilary l'ha fatto e non si vergogna di ricordarlo ogni volta. Lo rivendica anzi come gesto di coraggio. Magari stesa in questi giorni al sole dell'albergo che la ospita ad Ischia, albergo cinque stelle lusso, magra ai limiti dell'anoressia, avrà pensato proprio a quei momenti di certo non facili. Ma anche all'infanzia poverissima, alle sue prime soddisfazioni sportive, nel nuoto e nella ginnastica artistica.

Un bagaglio di esperienze forti, dunque. Per questo non si perderà per strada come altre attrici, Hilary: ha forza, talento da vendere: «Eppure non ho mai seguito un corso di recitazione», dice lei quasi scusandosi. «La mia scuola è stata la strada, la gente conosciuta in questi anni, i tanti viaggi che adoro fare per il mondo. Ma soprattutto le lezioni di vita prese sul set. Proprio durante le riprese di Million dollar baby ad esempio, ho imparato ad amare la boxe. È uno sport fiero che porta a rispettare l'avversario che hai di fronte. Lo stesso modo in cui mi piacerebbe confrontarmi con le persone che incontro: senza falsità, ipocrisie».

No, non si è montata la testa, Hilary. Conferma: «In effetti continuo ad essere una persona semplice, a cui piace vestire bene come tutte le donne di questa terra». Oddio tanto semplice non dev'essere la vegetariana Swank, ex moglie dell'attore Chad Lowe, sposato nel ’97 e lasciato nel ’99. Tra le sue passioni, oltre lo sci d'acqua, c'è infatti il rafting: gettarsi giù per le rapide a bordo di una canoa. Non proprio uno sport da signorine in cerca di protezione.