Hollywood ancora sotto scacco A rischio Lost, Heroes e CSI

Gli sceneggiatori non intendono mettere fine allo sciopero che blocca l’industria di cinema e Tv

da Los Angeles

La situazione sta diventando sempre più complicata. Gli oltre dodicimila sceneggiatori e autori televisivi senza cui Hollywood non avrebbe storie da raccontarci sono stufi di essere la Cenerentola della fabbrica dei sogni. Vent'anni fa nelle discussioni sulle percentuali che avrebbero ricevuto dalla vendita e dall'affitto di film nell'allora nuovissimo formato Vhs, i membri del Writers Guild of America, il sindacato degli scrittori, si lasciarono ammaliare dagli studios che offrirono loro solo 5 cents a copia, dicendo di non sapere quanto il nuovo medium potesse rendere. Oggi i diritti che la Wga riceve in un anno dagli studios, 60 milioni di dollari, sono uguali al benservito che il boss della Viacom Tom Freston ricevette pochi mesi fa quando fu licenziato: briciole. Cassette e dvd fanno incassare agli studios più soldi che i biglietti del cinema, e gli autori non vogliono ripetere lo stesso errore nel discutere la percentuale che spetta loro per la vendita di film, telefilm e trasmissioni televisive via internet, telefonini, iPod e altre forme di distribuzione digitale a venire, nonché la loro fetta delle entrate pubblicitarie associate alla diffusione on line delle trasmissioni più popolari. Una cifra che nel 2010 dovrebbe ammontare a 3-4 miliardi di dollari. Gli studios, bravissimi a vantare i profitti delle nuove tecnologie davanti a potenziali investitori ma ancor più abili a minimizzarli di fronte alla Wga, non vogliono mollare, e allora, dal 5 novembre, è sciopero, con tanto di picchetti davanti a studi cinematografici e televisivi.
Malgrado l'immediata sparizione di programmi come il Tonight Show di Jay Leno e il David Letterman Show, sostituiti da repliche, il 63% degli americani sono dalla parte degli sceneggiatori, una categoria che ipotecò il proprio destino negli anni '30, quando accettò di non essere titolare dei diritti delle proprie opere, come è il caso per romanzieri e autori teatrali, e di lasciare il copyright agli studios. Accecati dal fatto di poter fare in un colpo solo molti più soldi di un autore teatrale, gli sceneggiatori di allora abbandonarono ogni pretesa futura. Ma oggi le cose non stanno più così, e gli scrittori sono pronti a scioperare per mesi. Vedremo cosa succederà quando i network non avranno più episodi freschi di Lost, Heroes, Desperate Housewifes, CSI o Grey's Anatomy, visto che le scorte di puntate già girate dovrebbero durare al massimo fino a gennaio. Se da noi non ci sono problemi poiché siamo generalmente una stagione in ritardo, il pubblico americano potrà disaffezionarsi e rivolgere la sua attenzione verso i reality show, internet, o attività non legate a Tv e cinema. E il grande rischio è che nel 2009 a Hollywood usciranno pochi film, molti dei quali prodotti scadenti comprati in fretta prima del temuto sciopero, e messi in produzione anche se al di sotto degli standard minimi. In ogni caso questo sciopero è osservato con grande attenzione: il prossimo giugno scadranno i contratti di attori e registi, e anche loro vorranno la loro parte se gli sceneggiatori usciranno vittoriosi da questa lotta. Staremo a vedere se gli scrittori potranno resistere 5 o 6 mesi senza paga. La storia continua, con suspense.