Hollywood vieta i film religiosi ai minori di 13 anni

Per la commissione censura «Facing the Giants», storia di un allenatore che motiva una squadra di studenti con la Bibbia, «può offendere chi ha una fede diversa»

Silvia Kramar

da New York

Per la prima volta nella lunga storia del cinema a stelle e strisce un film con un messaggio cristiano è stato sconsigliato ai minori di tredici anni dall'ente hollywoodiano che si occupa di vietare i film ai minori.
La decisione della MPAA (Motion Picture Association of America) di sconsigliare Facing the Giants, la storia di un allenatore di football di un liceo cristiano, ha messo in subbuglio gli ambienti religiosi Usa: siccome veicola un messaggio di fede, il film è stato messo alla stregua di pellicole che contengono violenza, oscenità, droghe e linguaggio non adatto ai minori.
Facing the Giants è una produzione indipendente, costato pochissimo e girato con una sola cinepresa da due giovani fratelli, Alex e Stephen Kendrick, entrambi membri di una chiesa protestante del sud: la Sherwood Baptist Church di Albany, nel cuore della Georgia. Insieme ad altri membri della congregazione, i due fratelli avevano deciso di produrre e dirigere una storia di fede e speranza. Nel film, l'allenatore di football si trova a dover rimettere in sesto una squadra di studenti profondamente demoralizzata e lo fa usando motivazioni di tipo religioso. In molte scene si vedono i ragazzi che pregano (e le loro preghiere verranno soddisfatte), un piccolo miracolo di guarigione e le prediche dell'allenatore che invita i liceali a diventare discepoli di Cristo. Un messaggio che non è piaciuto ai dirigenti della MPAA, che l'hanno classificato PG, cioè potenzialmente pericoloso per i minorenni americani.
In un cinema che vede il grande successo di film come Il Codice da Vinci e quello della pellicola a sfondo omosessuale I segreti di Brokeback mountain, la notizia ha provocato la reazione del mondo cristiano.
Kris Fuhr, la portavoce della casa di distribuzione Provident Films, che a fine settembre farà uscire Facing the Giants ha rivelato che il portavoce della MPAA le ha spiegato le ragioni della sua scelta: «Ha detto che alcuni elementi tematici della pellicola possono disturbare i giovani. Si parla troppo di una religione in particolare», ha spiegato la Fuhr, «il che può offendere delle famiglie appartenenti a fedi diverse. Bene: io trovo allucinante il fatto che per la MPAA il cristianesimo sia messo alla stregua di comportamenti devianti come la violenza e il sesso disordinato». Anche perché, prosegue la portavoce, molti dei film che contengono riferimenti all'omosessualità non sono necessariamente vietati ai minori o considerati PG. «Si vede che insegnare l'omosessualità ai figli è accettabile, ma parlare di Gesù oggi è sconsigliato».
Creata nel lontano 1922, nell'era dei film muti, la MPAA era sempre stata la voce di Hollywood. Controllava il contenuto delle pellicole, ne aiutava la promozione e cercava di prevenire gli scandali delle star che inevitabilmente attiravano nugoli di paparazzi e di reporter intorno agli studios californiani. Trent'anni dopo, quando il cinema made in Usa era diventato un capitale da esportazione, dalla MPAA si era staccata un'altra associazione, la Mpa (Motion picture association), con poteri e compiti su scala internazionale. Ma alla MPAA era rimasto un compito essenziale: quello di assegnare le classi di censura a ciascun film, vietandolo cioè, ove necessario, ai minori. Il sistema del rating americano è complesso: i produttori che fanno parte della MPAA insieme ai proprietari delle grandi catene di cinema, affidano ciascuna pellicola ad un gruppo di genitori facenti parte dell'associazione (Community Association Rating of America - CARA). Sono questi ultimi, dopo aver visto l'anteprima di ciascuna pellicola, a decidere come presentarla. Se il giudizio maggioritario è che il film è vedibile anche dai bambini, verrà marchiato con una semplice G. Nel caso di Facing the Giants, la sigla PG significa invece «parental guidance»: cioè che i genitori devono verificare il contenuto del film prima di lasciarlo vedere ai loro figli.