Hyundai: l’idrogeno è di serie

Da anni si parla ormai di combustibili alternativi al petrolio, ma spesso per le Case si tratta solo di operazioni di immagine; alcune volte però per fortuna i progetti diventano realtà. E' il caso di Hyundai, primo costruttore a produrre in serie un'auto alimentata a idrogeno, che realizzerà ben 1000 ix 35 Fuel Cell entro il 2015

Da cosa saranno alimentati i motori del futuro? Le Case e gli esperti si interrogano ormai da decenni sulla questione ma mai come negli ultimi tempi sono arrivate risposte davvero concrete.

Al momento la tecnologia elettrica sembra quella con le maggiori chances di diffusione su larga scala e molte Case vi si stanno dedicando (basti pensare a Fiat 500e, Land Rover Defender, Renault Zoe o BMW i3).
Non manca però chi punta addirittura sull’aria per muovere le auto di domani, come il gruppo PSA, azionista di Peugeot e Citroen (leggi qui il nostro articolo sul PSA Hybrid Air).
E chi invece continua a credere nel futuro del motore ad idrogeno: è il caso di Hyundai, ma forse sarebbe meglio parlare di presente perché la casa coreana non ha presentato soltanto un prototipo ma di un’auto che verrà prodotta in serie.
A poche settimane dalla consegna di 15 esemplari alla città di Copenaghen infatti, altre cinque Hyundai ix35 Fuel Cell si vedranno presto circolare anche a Londra, in seguito all’ingresso di Hyundai nel progetto ‘London Hydrogen Network Expansion’ (LNHE). Si tratta del C-SUV alimentato a idrogeno con sistema di celle a combustibile prodotto da Hyundai.

Il progetto LHNE, sostenuto dal governo britannico e dal Technology Strategy Board, nasce con l’obiettivo di istituire il primo network di trasporto a idrogeno su Londra e tutto il sud est britannico, iniziando dall’introduzione di infrastrutture per il rifornimento e dalla diffusione di veicoli fuel cell nelle flotte pubbliche e private.
Un obiettivo che Hyundai ritiene alla sua portata, al punto che ha già annunciato la produzione di 1.000 esemplari di ix35 Fuel Cell entro il 2015. La maggior parte di queste sarà indirizzata all’Europa, dove l'uso dell'idrogeno per una mobilità a impatto zero rientra tra gli obiettivi chiave dalla Commissione Europea.

L’idea alla base della ix35 Fuel Cell è quella di produrre un’auto che possa offrire la stessa praticità, sicurezza ed esperienza di guida della versione alimentata dal tradizionale propulsore a combustione interna. Le emissioni del SUV a idrogeno si riducono però al solo vapore acqueo.

E le prestazioni? Dalla Corea fanno sapere che sono paragonabili alla tradizionale motorizzazione 1.7 CRDi: la ix35 FCEV, infatti, è in grado di fornire una potenza equiparabile ad un propulsore da 100 kW (136 CV) percorrendo fino a 594 km con un singolo pieno oltre a garantire una silenziosità di marcia assoluta.

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Commenti

paolonardi

Ven, 26/07/2013 - 17:28

La solita presa in giro: quanto costa, in termini energetici, costruire le celle? Le due leggi della termodinamica dicono che non si può creare energia dal nulla e che nel processo di trasformazione c'è sempre una perdita più o meno importante. Il fotovoltaico, l'eolico, e tutte le cavolate del genere sono una solenne bufala il cui costo e' di molto superiore ai benefici. Si tratta di spostare di qualche chilometro la fonte inquinante. Invito "Il Giornale" ad interpellare il prof. Battaglia che scriveva articoli asssennati e scientificamente corretti invece di correre dietro alle costosissime e ascentifiche panzane degli acefali ecologisti.

Marco bruno

Ven, 26/07/2013 - 23:58

Sig palombari, ma secondo lei le centrali idroelettriche inquinano? È chi se ne frega se il dispendio energetico e' comunque negativo, le prese disposizione drastiche, sia in un senso che nell'altro, vanno sempre prese con buon senso.

paolonardi

Sab, 27/07/2013 - 16:16

Non e' interessante sostenere uno scambio d'opinioni su un mezzo limitato come questo, ma una risposta e' d'obbligo. Si, Marco Bruno, anche le centrali idroelettriche producono un importante inquinamento: pensi a quanto costa, in termini energetici, la costruzione di una diga e relativo bacino con le condotte forzate di solito in zone non facilmente accessibili che impongono la posa in opera di nuove strade? E che ne dice della costruzione e manutenzione delle grandi turbine? Con tutto questo l'idroelettrico e una delle forme più efficaci per la produzione di energia ben superiore all'eolico, al fotovoltaico (di gran lunga il meno efficace), all'uso dei movimenti ondosi e chi ne più ne ha più ne metta. La vera scienza, depurata dalle utopie tipo riscaldamento globale di origine antropica, può dare le risposte giuste ma non sono quelle che piacciono agli ecologisti.

Marco bruno

Dom, 28/07/2013 - 00:33

Non è il caso di fare polemica sull'ecologia, mA il buon senso

Marco bruno

Dom, 28/07/2013 - 00:40

Non è il caso si fare polemiche, ma fermo restando che il progresso produce comunque un effetto collaterale inquinante, e' corretto che si cerchi la strada per avere il massimo beneficio in termini energetici con il minimo inquinamento. Affermare che la costruzione di una centrale idroelettrica sia inquinante mi sembra pretestuoso, inoltre se anche lo fosse e' limitata solo alla costruzione e pertanto non si tratta di inquinamento continuativo.

mariolino50

Dom, 28/07/2013 - 11:53

L'idroelettrico può provocare grossi danni ambientali e anche modificazioni del clima locale, basta pensare al bacino delle tre gole in Cina, che ha estirpato con la forza anche vari milioni di persone. Un sistema da sviluppare di più è il solare termodinamico, assai inviso a nuclearisti e carbonisti.

paolonardi

Dom, 28/07/2013 - 16:03

Forse non tutti sanno che un pannello fotovoltaico consente di risparmiare, in 50 anni di funzionamento, 100 barili di petrolio: sarebbe una bella notizia ma il guaio e' che per essere costruito costa, oggi, 120 barili di petrolio. Per le centrali idroelettriche ho specificato che, danni ambientali che condividono con le cosiddette rinnovabili a parte, sono quelle con il miglior rendimento anche se, non essendo eterne una volta costruite, continuano ad inquinare indirettamente.