I bimbi fanno i tripli turni per mangiare a scuola

Bambini degli asili e delle materne costretti a mangiare alle 14. Obbligati ad attendere il secondo o terzo turno per sedersi alla mensa della scuola perché, nonostante esistano immensi spazi inutilizzati, una legge vieta di collocare il refettorio nel piano interrato.
La denuncia arriva da Antonella De Giusti, presidente del XVII municipio, ma il problema interessa tutta la città. «Purtroppo le scuole del centro hanno locali ristretti rispetto a quelle costruite negli ultimi anni - racconta la De Giusti - non sempre quindi hanno spazi sufficienti per avere una mensa al pian terreno. Molte hanno invece grandi piani interrati vuoti. Ma un decreto legge del 18 dicembre 1975 intitolato “Norme tecniche aggiornate per l’edilizia scolastica”, vieta agli istituti che non avevano già la mensa prima di quella data, di adibire a tale, stanze che non siano al primo o piani superiori. In uno stesso territorio, quindi, convivono realtà totalmente differenti».
Nel XVII municipio, ad esempio, gli alunni della Vaccari e della Pistelli, in cui i refettori sono nel seminterrato da prima del 75, possono mangiare tranquillamente a un’ora umana. Lo stesso accade per i piccoli della materna Pinciani, che ha chiesto una deroga al ministero. «Gli alunni della materna ed elementare Umberto I, in via Cassiodoro, al contrario, fanno tre turni, e quelli della Cairoli, in via Giordano Bruno, addirittura quattro, iniziando a mangiare anche alle 14 - prosegue la De Giusti -. È una situazione paradossale, se si pensa che queste due scuole hanno piani seminterrati inutilizzati e grandi. A chiunque venga eletto chiedo di impegnarsi per rivedere questo decreto e garantire a tutti gli studenti gli stessi diritti e servizi. Non possono esistere bambini di serie A e B addirittura all’interno dello stesso territorio».