I cambiamenti climatici allarmano gli Stati Uniti

Si è aperto oggi a Parigi la
riunione che mette intorno allo stesso tavolo i delegati dei
sedici Paesi che inquinano di più al mondo. Bush: "Ridurre rapidamente l’aumento
delle emissioni di gas-serra"

Parigi - Si è aperto oggi a Parigi il "Major economies meeting on energy and climate change" (Mem), una riunione che mette intorno allo stesso tavolo i delegati dei sedici Paesi che inquinano di più al mondo. Si tratta del terzo di una serie di appuntamenti sui cambiamenti climatici promossi dal presidente degli Stati Uniti, George W. Bush.

Mutamenti climatici e costi dell'economia Il primo fu a settembre dell’anno scorso a Washignton, proprio all’indomani della conclusione del vertice Onu sul Clima. Rappresentanti delle economie più industrializzate del mondo, che insieme producono l’80 per cento delle emissioni globali di gas-serra, si sono poi incontrati alle Hawaii a gennaio e in questa due giorni di Parigi continueranno a lavorare per fissare un obiettivo a lungo termine per la riduzione delle emissioni di Co2. Proprio ieri Bush ha annunciato il nuovo piano Usa per combattere i mutamenti climatici: ridurre rapidamente l’aumento delle emissioni di gas-serra del comparto energetico in modo tale che, dopo un picco, calino drasticamente entro il 2025.

La posizione dell'America Bush ha offerto ben pochi elementi circostanziati sull’attuazione del programma e ha evitato d’illustrare sotto il profilo giuridico gli obblighi cui dovrà sottostare l’industria statunitense. Anzi ha esortato il Congresso a non approvare norme che "potrebbero imporre terribili costi all’economia e alle famiglie americane". Soprattutto non ha chiarito quali passi concreti saranno adottati prima che scada il suo mandato alla Casa Bianca, a gennaio 2009, e si è così attirato le critiche di opposizione democratica, ecologisti ed esperti del settore. La presidente della Camera dei Rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, ha sottolineato che Bush meglio farebbe a sostenere le iniziative intraprese dal Congresso per "limitare e favorire gli scambi" delle emissioni di gas-serra e i singoli Stati americani impegnati in tal senso, come la California, piuttosto che contrastarne la politica nelle aule dei tribunali. Per il governatore della California, Arnold Schwarzenegger il segnale di impegno lanciato dal presidente degli Stati Uniti è positivo ma non basta: "Quello che è necessario ora è fare subito qualcosa per affrontare questa minaccia".