I consigli degli «esperti»: se avete sete bevete, se avete freddo copritevi

Caro direttore,
sono da sempre fedele ed appassionata lettrice del Giornale e mi è capitato di leggere tra i consigli che le persone anziane (come siamo io e mio marito) dovrebbero seguire per una vita più sana e più consona alla loro loro età quello di non chiudersi in casa, di socializzare, di avere interessi e di viaggiare. Noi siamo settantenni abitanti in una zona centrale di Milano e mi domando, caro direttore, se uno di questi esperti ha mai preso un mezzo pubblico, un treno o un aereo. Forse noi siamo sfortunati ma le dico che non si usa più «cedere il posto alle persone anziane». Per quel che riguarda il treno bisogna sempre chiedere un aiuto per salire i gradini e per l'aereo il «tapis roulant» per il ritiro bagagli è sempre impegnativo. Ma perché non esistono più i facchini? Non dico niente dell'auto vista la condotta di certi automobilisti. I consigli sono utili, ma dovrebbero essere anche più attuabili.
Maria e Alberto da Pra che autorizzano la pubblicazione dei loro nomi - Milano
Prima osservazione: la vostra lettera è bella, la vostra firma ancora di più. «Maria e Alberto che autorizzano la pubblicazione dei loro nomi». Musica per le nostre orecchie. E speriamo che sempre più lettori vi prendano a esempio.
Seconda osservazione: i consigli degli esperti. Mai fidarsi troppo. C’era un mio amico che ripeteva sempre: perché chiedere consigli agli altri, quando sappiamo sbagliare benissimo da soli? E un altro citava Shaw: «L’esperienza insegna che gli uomini dall’esperienza non hanno mai imparato nulla». L’esperto, in effetti, in genere è una persona che ha smesso di pensare: perché dovrebbe pensare? È già esperto...
Terza osservazione. Nonostante tutto ciò (o meglio: pur sapendo benissimo tutto ciò) giornali e telegiornali abbondano nel proporre i «consigli degli esperti». Lo so, e faccio autocritica: ne ho spesso abusato anch’io. Molte volte, in effetti, i «consigli degli esperti» sono più o meno come la scoperta dell’acqua calda: fa caldo? Non uscite alle due del pomeriggio. Vi sentite morire di sete? Bevete un bicchier d’acqua. Fa freddo? Evitate di uscire con i capelli bagnati nella tormenta di neve e se vi gelano le mani ricordatevi che esistono i guanti. Sale la febbre? Mettetevi a letto. Vi bruciano gli occhi? Esiste il collirio. Troppo sole? Usate lenti scure. In casa fa caldo? Spalancate le finestre. Grazie tante, lo sapevamo già. C’è bisogno di essere «esperti» per dire tali banalità? Il massimo, poi, sono quelli che diffondono consigli per chi va a fare la spesa: fra due cavolfiori esattamente identici, conviene sempre comprare quello che costa meno. Se acquistate pomodori attenti che non siano marci. Se le carote mostrano riflessi blu cobalto evidentemente c’è qualcosa che non va. Chi l’avrebbe detto, eh?
Quarta osservazione. Veniamo alla vostra lamentela. Consultare un esperto per farsi dire che gli anziani devono muoversi, avete ragione, è un po’ come consultare un esperto che farsi dire che per vivere bisogna respirare. E che per sognare prima di tutto bisogna dormire. Se l’abbiamo fatto noi, chiediamo ufficialmente scusa: siamo evidentemente colpevoli del reato di Lesa Banalità. Il problema non è sapere che bisogna muoversi, il problema è sapere come farlo. E perciò bisognerebbe trovare un esperto, che anziché sguazzare fra i luoghi comuni, fosse capace di risolvere almeno un problema. Il fatto è che, prima, bisognerebbe sapere se di esperti così ne esistono...