I conti correnti sono tutti uguali? No

Conti online come ricetta contro un costo medio di tenuta e movimentazione del conto corrente pari, in Italia, a 182 euro all'anno, di gran lunga superiore alla media europea. Le conclusioni dell'Antitrust, che ha diffuso in febbraio i risultati dell'indagine conoscitiva sul costo dei servizi bancari, non lasciano ai risparmiatori che una possibilità: selezionare il conto corrente più adatto alle proprie esigenze, cercando di ottenere condizioni più favorevoli, anche grazie alle recenti liberalizzazioni che rendono più facile passare da una banca all'altra con l'abolizione delle spese di chiusura.
La formula del conto online è ritenuta, da molti, la soluzione ideale, in ragione di costi mediamente più bassi rispetto ai conti tradizionali. Una premessa: in effetti, l'85% dei prodotti di risparmio disponibili oggi sul mercato italiano hanno servizi online. Quasi nove conti correnti su dieci, insomma, possono essere più o meno definiti conti Web. Esistono due grandi famiglie: quella dei conti online «puri», dai costi di gestione bassissimi a patto di utilizzare solo il canale indiretto, e quella dei conti ibridi (sportello, telefono e Internet) che garantiscono anche l'operatività online. E visto che i conti online «puri», nati promuovendo costi di gestione molto bassi, non sono mai i conti principali di ciascun risparmiatore, resta per chiunque l'esigenza di avere un conto che prevede anche un'operatività «fisica», allo sportello.
Se a ciò uniamo la progressiva trasformazione del conto corrente da strumento di risparmio in commodity, ossia un servizio di cui non si può fare a meno e che viene utilizzato frequentemente, per questo la qualità del servizio diventa elemento chiave, diviene impossibile confrontare correttamente i costi dei diversi conti correnti: tutto dipende dalle esigenze del cliente, dai servizi accessori richiesti di volta in volta. La certezza è una sola, come dimostra la tabella, realizzata rielaborando materiale pubblicato di recente sui principali quotidiani italiani: conti a costo zero non esistono. I conti a pacchetto (ovvero dal costo predeterminato per una serie di servizi) non sono infatti mai onnicomprensivi. D'altronde, un'analisi effettuata sugli estratti conto delle banche italiane ha censito complessivamente oltre 6mila differenti voci di costo: alcune usuali, come le spese di invio estratto conto; altre più bizzarre, come le spese di contazione monete metalliche.
La scelta di Banca Mediolanum, in tal senso, è radicale: il conto Riflex elimina i costi per tutti, con un'operatività 24 ore su 24, sette giorni su sette, attraverso quattro canali differenti, che gestiscono servizi differenti: dispositivi o informativi via Internet e telefono, informativi via digitale terrestre e consulenziali tramite la rete dei Family Bankers dell'istituto. «L'obiettivo è coprire in ogni luogo e in ogni tempo le diverse esigenze di ciascun cliente», sottolinea il Responsabile Marketing Prodotti di Mediolanum, Edoardo Fontana Rava, che aggiunge: «Esistono, in effetti, conti online competitivi con Riflex, sul lato dei costi, ma i clienti che li scelgono rinunciano a una parte della propria libertà», essendo costretti a limitare, ad esempio, il ricorso ad alcune operazioni (in concreto, la possibilità di recarsi a uno sportello per chiedere il proprio estratto conto, avere un nuovo libretto degli assegni senza oneri extra), pena l'addebito di commissioni aggiuntive rispetto al canone standard.
«Riflex - prosegue Fontana Rava - è al contrario un conto senza asterischi, con un costo mensile certo che garantisce la piena operatività ordinaria. Il cliente ha il diritto di scegliere quello che vuole, in libertà, conoscendo i costi del suo conto». Costi che sono pari a zero per una giacenza media annua superiore a 6mila euro o un patrimonio gestito oltre 30mila euro. In presenza di somme inferiori, il canone ammonta a 5 euro mensili.