Con i diamanti naturali patrimonio protetto a lungo

Marco Pocaterra, ceo di Diamond Love Bond, spiega come salvaguardare il valore del proprio tesoro»

Lorenzo Corti

«Il diamante naturale non può essere paragonato a un investimento finanziario, ovvero a un impiego che abbia aspettative di rendimento e meccanismi regolamentati di liquidazione del capitale investito. Chi lo fa induce il cliente a compiere un acquisto sbagliato». A sottolinearlo è Marco Pocaterra, ceo di Diamond Love Bond, con oltre 20 anni di esperienza internazionale nell'industria dei diamanti. A suo avviso, a livello patrimoniale si può parlare di plusvalenza o di minusvalenza, rispetto al prezzo pagato all'acquisto in caso di futura rivendita, consci che la liquidità è basata solo sull'incontro tra la domanda e l'offerta ai vari livelli della filiera. «Lo scopo dell'acquisto di un diamante, come diversificazione in beni reali (case, arte, barche, gioielli, ecc) - sottolinea Pocaterra - è quello di tesaurizzare, ovvero proteggere il patrimonio guardando al lungo periodo. I diamanti sono destinati a mantenere il valore nel tempo perché, per la loro rarità, è probabile che la domanda tenderà sempre a prevalere sull'offerta».

I diamanti sono da sempre tra gli strumenti preferiti per trasferire ricchezza di generazione in generazione. Tra i tanti vantaggi, quello della facile trasferibilità e portabilità rispetto ad altri beni: si pensi ai castelli e alle ville che richiedono manutenzione e investimenti per preservarne il valore nel tempo. Sono diverse le peculiarità che rendono i diamanti un bene di valore di lungo periodo. In primis la bassa volatilità dei prezzi, in particolare rispetto all'oro, in quanto la produzione è limitata e controllata da un oligopolio. Poi la privacy e la segretezza. Inoltre, cosa fondamentale aumentano il benessere emotivo del loro proprietario, possedere un diamante fa sentire più ricchi che avere 20.000 euro di contanti in tasca e fa brillare gli occhi a chi lo guarda. Infine, la fiscalità.

In Italia chi acquista diamanti paga l'Iva al 22% sull'acquisto: in seguito non avrà imposte aggiuntive, nemmeno in caso di realizzazione di plusvalenza e, secondo certe condizioni, anche nei passaggi generazionali. Un altro vantaggio offerto dai diamanti ai fini del trasferimento della ricchezza è la semplicità. Per esempio un genitore che voglia lasciare ai suoi tre figli la medesima ricchezza corrente, potrebbe acquistare tre diamanti identici della massima qualità, dal valore di 100mila euro l'uno e conservarli fino al giorno in cui li consegnerà.

Ma cosa acquistare? Pocaterra suggerisce di partire da mezzo carato, di colore D-E-F, esclusivamente Puri (FL/IF), senza alcuna fluorescenza. «Noi consigliamo solo diamanti naturali superlativi, certificati esclusivamente GIA Gemological Institute of America di qualità Triplo Excellent, perché hanno il più alto gradiente di rarità, che è l'elemento che stabilizza il valore nel tempo».

Si può arrivare al carato o due carati, il cui prezzo va, a seconda delle caratteristiche, da 10 a 100mila euro. Per i clienti più esigenti Diamond Love Bond dispone di diamanti fino ad oltre 10 carati e diamanti Natural Fancy Color, estremamente rari, che si trovano solo nelle gioiellerie di alta gamma come Graff, Harry Winston, Cartier, Van Cleef & Arpels, ecc. C'è un altro aspetto che riguarda i diamanti: il loro crescente gradimento tra i miliardari. I cosiddetti investments of passion (arte collezionismo e gioielli) hanno infatti guadagnato negli ultimi anni quote importanti nei portafogli delle famiglie più ricche. Gli analisti che studiano i grandi portafogli stimano che anni fa, quando i prodotti finanziari primeggiavano sui mercati di tutto il mondo, gli investments of passion si attestavano tra il 6% e il 7%, mentre oggi siamo al 15%-16%. Determinare quale quota assegnare ai diamanti all'interno degli investments of passion resta però estremamente soggettivo.