I faraoni? Mangiavano male a avevano problemi al cuore

I ricercatori hanno studiato le mummie ai raggi X e hanno scoperto che soffrivano di arteriosclerosi. Colpa della troppa carne e pesce sotto sale, conservati male

I faraoni mangiavano male, e avevano qualche problemino al cuore. Condizioni di salute non ottimali, anche per loro che erano sovrani assoluti nell'antico Egitto. Lo dice, a distanza di millenni, una ricerca ai raggi X sulle mummie, che ha rilevato un indurimento nelle arterie dei faraoni. Si deduce quindi che l'arteriosclerosi non sia solo una malattia figlia dello stress della vita moderna. C'era già al tempo degli Egizi, i quali passati i 40 anni avevano problemi cardiaci del tutto analoghi a quelli che si possono avere oggi dai quarant'anni in su. Lo ha verificato una approfondita indagine condotta da ricercatori americani, canadesi e egiziani su una ventina di mummie conservate nel Museo del Cairo. Gli studiosi, dopo aver esaminato le mummie con una scansione ai raggi X, sono giunti a questa conclusione: la pareti delle arterie si indurivano già ai tempi dei Faraoni, circa 3.500 anni fa. La gente, cioè, si ammalava di arteriosclerosi anche allora nonostante il tipo di vita fosse molto diverso da oggi. E i Faraoni certamente mangiavano troppo: soprattutto troppa carne conservata male sotto sale.
Condotte da un'equipe internazionale di archeologici, cardiologi ed egittologi, le indagini hanno portato a questa conclusione, condivisa da tutti: «L'arteriosclerosi era una malattia diffusa già 3.500 anni fa». A dichiararlo è stato uno dei cardiologi del team di ricerca, il professor Gregory Thomas, dell'Università di California, che insieme ad altri colleghi ha presentato i risultati della ricerca in un incontro organizzato a Orlando, in Florida, dalla American Heart Association. Le malattie cardiache - ha spiegato - restano ancora oggi quelle che hanno la più alta incidenza di mortalità tra le diverse patologie di cui soffre l'uomo. Studi recenti hanno dimostrato che queste patologie stanno crescendo rispetto al passato in Paesi come Cina e India.
Questa tendenza aveva rafforzato la tesi secondo cui molte delle patologie cardio-vascolari siano malattie «moderne», figlie dei ritmi stressanti con cui si vive oggi. Lo studio sulle 22 mummie del Museo Egiziano del Cairo dimostra che non è così. L'arteriosclerosi esisteva già 3.500 anni fa, e l'indurimento delle vene dei Faraoni può con ogni probabilità essere attribuito al fatto che mangiavano male: troppa carne e pesce conservati sotto sale. Come oggi, cioè, la loro arteriosclerosi era conseguenza della loro cattiva alimentazione. Le mummie esaminate. Le quali conservano in ciò che resta delle loro arterie tracce inequivocabili. La loro arteriosclerosi «appare in tutto e per tutto identica a quella presente nei nostri pazienti moderni» ha detto Randall Thompson, un altro dei cardiologi coinvolti nel progetto.