I laboratori Coni hanno trovato altri sette casi

Ovunque. Perfino nelle bocce. Dopo lo shock della positività del vincitore del Tour de France Floyd Landis ai test anti-doping francesi, anche in Italia ci si trova di fronte alla triste realtà di un mondo dello sport sempre meno pulito. È quanto emerge dagli ultimi esami effettuati nel Laboratorio di Roma del Coni. Un fenomeno ormai inarrestabile, che sembra coinvolgere anche gli sport meno inclini all’uso di farmaci. Nella lista delle positività, tutte attinenti al primo campione sottoposto ad analisi, sportivi di ogni genere: si va da David Tani, ciclista della società Velo Club Fiumana (trovato positivo agli steroidi durante il Gran Fondo Nove Colli), alla giocatrice di hockey su prato Agnese Zambelli, positiva alla cannabis. Stesso vizietto dello spinello anche per la cavallerizza Maura Pacini e per Ramon Tavarez, giocatore dell’Anzio Baseball Club. Positività ai broncodilatatori per la ginnasta Lisa Milani e per il giocatore di tennistavolo Patrizio Mazzola, mentre la positività più curiosa riguarda Emiliano Benedetti, tesserato del Circolo Bocciofilo La Pinetina. Per lui uso di metilprednisolone: steroidi per giocare a bocce.