I manifesti «storici» raccontano la moda

Daniela Uva

Una bella ed elegante signora è seduta su una sedia e prova le sue scarpe nuove aiutata dal commesso del negozio. Siamo nel 1895, e questa è l’immagine più antica fra quelle esposte nella mostra «Era di moda... Eleganza in Italia attraverso i manifesti storici della raccolta Bertarelli». Qualche anno dopo due bambini ridono e ballano mentre un loro coetaneo suona il violino. È con questo cartellone divertente e dinamico che «La Rinascente» pubblicizza la sua linea giovane nel 1924: sono passati quasi trent’anni, e la differenza nei colori, nei soggetti e nel linguaggio testimonia una profonda evoluzione nei costumi e negli stili di vita.
La mostra, organizzata dal Comune e curata da Giovanna Mori (conservatrice della raccolta), aprirà al pubblico domani nel museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco e si concluderà il 16 settembre. Attraverso 27 manifesti originali (datati fra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento), sarà possibile compiere un viaggio nella storia e nei cambiamenti subiti dalla moda a cavallo fra l’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Le aziende rappresentate sono le più varie. Dalla storica marca di cappelli «Borsalino», ai grandi magazzini «La Rinascente». Dagli impermeabili «Pirelli» all’«Unione Cooperativa» di Napoli. Variegato anche il panorama di oggetti: scarpe, copricapi, giornali di moda, linee di abbigliamento.
I manifesti, la maggior parte dei quali di grande formato, sono disposti secondo un ordine cronologico e iconografico. Le immagini sono tutte colorate «per attirare l’attenzione dei passanti», spiegano gli organizzatori, «all’inizio facendo ricorso allo stile pittorico, più tardi utilizzando un linguaggio sempre più originale e tipicamente pubblicitario». Tanti gli artisti che hanno prestato la propria opera per realizzarle: Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Luciano Achille Mauzan, Leonetto Cappiello e Saverio Pozzati (in arte Sepo).