I numeri Ogni anno 90mila vittime «Più prevenzione»

«Di fumo si continua a morire. Ogni anno muoiono nel mondo 3 milioni di persone per cause imputabili al fumo. È previsto che fra 20 anni potrebbe triplicare tale cifra arrivando allo spaventoso numero di 10 milioni di individui». Numeri inquietanti, forniti dal senatore Cesare Cursi, responsabile nazionale della sanità del Pdl e presidente dell’Osservatorio di Sanità e Salute intervenuto, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, presso l’Istituto superiore di sanità al convegno «Tabagismo e servizio sanitario nazionale».
«In Italia – sostiene Cursi – sono 90mila le persone che ogni anno trovano la morte per cause imputabili al fumo, ad esempio per tumore e cancro, malattie croniche respiratorie e malattie cardiovascolari. La legge Sirchia, della quale sono stato tra i principali attori, è un’ottima legge ma non è sufficiente. Altre politiche adottate quali la chiara indicazione del “prodotto che nuoce gravemente alla salute” risultano ormai depotenziate. Più del 25 per cento della popolazione in Italia risulta essere fumatore abituale e quasi il 10 per cento di questi dichiarano di fumare 25 o più sigarette al giorno. I maschi hanno una maggiore attitudine al fumo rispetto alle donne (28,9 per cento contro il 22,3 per cento). È necessaria – prosegue Cursi – una nuova e vigorosa azione di prevenzione poiché il fenomeno non comporta solo riflessi diretti sulla salute dei cittadini ma anche sugli oneri economici posti a carico dell’intero sistema socio-assistenziale».