I paesaggi «metafisici» di Luciano Tomasi

Giacomo Legame

Libri antichi, manoscritti e stampe rare fanno da ideale cornice della nuova mostra dedicata ai lavori di Luciano Tomasi. Fino al 30 luglio, infatti, sarà possibile visitare l’esposizione «Armonia con la natura», che raccoglie un nutrito gruppo di opere dell’ultima stagione artistica di Tomasi, nei locali della «Antica libreria romana» di via dei Prefetti.
La mostra, patrocinata dai Monopoli di Stato e dalla presidenza del consiglio regionale, fa seguito alla fortunata esposizione che si è tenuta recentemente ad Aprilia con il titolo «Dall’emozione al colore».
Alcune di quelle tele, sono presenti anche a via dei Prefetti ed è evidente la passione di Tomasi non soltanto per la natura e le sue cromatiche armonie, ma anche per i luoghi d’origine, quella terra pontina che come poche altre regioni d’Italia riesce a mantenere una cifra paesaggistica assolutamente riconoscibile. Ed ecco, infatti, imbattersi nelle dune di Sabaudia, immortalate con una sagace mano e occhio discreto i momenti più suggestivi di quei luoghi indimenticabili.
«I suoi acquarelli e i suoi olii - spiega Costanzo Costantini - rivelano una fantasia compositiva e una gamma cromatica più varie e più ricche, ma sono anch’essi ispirati, in prevalenza, allo stesso rigore». Un rigore che si palesa con tutta evidenza soprattutto nella disposizione dei soggetti raffigurati all’interno della tela.
Va sottolineata, inoltre, la particolare atmosfera metafisica di certe scene che ritraggono alcuni scorci del Circeo e dell’Agro Pontino. Un disegno che risponde in pieno alla dimensione divina del disegno tanto inseguita dallo stesso De Chirico, maestro di paesaggi «interiori».
«Talvolta però il pennello scalpita - sottolinea Costantini - e il paesaggio si accende, s’arruffa, esplode e divampa, come nell’acquarello con il quale ha ottenuto il premio Acquisto da parte della Biblioteca di Latina, o l’olio in cui una barca è in balia d’un mare in tempesta sotto un cielo corrusco, investito da bagliori d’incendio».