I pirati sequestrano un'altra nave italiana: 23 persone a bordo, di cui sette sono italiani

A circa 620 miglia ad
est dalle coste della Somalia, la Montecristo del gruppo D’Alesio di
Livorno è stata attaccata dai pirati somali. A bordo ci sono ventitrè: sette sono italiani, dieci ucraini e sei indiani. Da febbraio è nelle mani dei pirati pure la petroliera napoletana Savina Caylyn

Mogadiscio - Torna la paura al largo delle coste somale. Torna la paura per ventitrè persone sotto sequestro. Questa mattina, all'alba, una nave italiana è stata sequestrata dai pirati. A circa 620 miglia ad est dalle coste della Somalia, la Montecristo del gruppo D’Alesio di Livorno ha lanciato l'allarme per un attacco di pirateria. Dallo scorso febbraio è nelle mani dei pirati somali anche la Savina Caylyn, petroliera napoletana sequestrata nell'Oceano Indiano.

Dall’ultima comunicazione ricevuta dal comandante, come conferma la società all’Adnkronos, risulta che la nave è stata attaccata da un barca con cinque persone armate a bordo. Il comandante ha subito messo in atto la procedura di sicurezza prevista per evitare l’attacco. "Da dieci ore - fa sapere il Gruppo D’Alesio - cerchiamo di stabilire un contatto ma invano e questo silenzio ci fa supporre che la nave sia stata sequestrata". A bordo ci sono ventitrè persone: sette sono italiani, dieci ucraini e sei indiani. Dopo aver imbarcato a bordo del cacciatorperdiniere "Andrea Doria", impegnato nell’operazione "Ocean shield", una task force marittima della Nato, guidata dal contrammiraglio Gualtiero Mattesi, ha disposto l’invio di una unità navale per accertare quanto accaduto alla nave italiana Montecristo. L'unità di crisi del ministero degli Esteri sta seguendo la vicenda con "la massima attenzione". La Farnesina ha attivato tutti i necessari contatti con l’armatore e tutti gli attori istituzionali coinvolti.

"Questo nuovo sequestro è una disgrazia". Adriano Bon, portavoce della Savina Caylyn, lancia un appello per "quei poveretti dell'equipaggio" che, quasi certamente, dovranno affrontare mesi e mesi di sofferenze e attesa. Anche la Savina Caylyn era stata sequestrata otto mesi fa da dei pirati somali: non è stata ancora rilasciata. Sullo stato di salute dell'equipaggio della Savina Caylyn, Bon spiega di non sapere "assolutamente nulla". "Questo in genere è considerato un fatto positivo", continua Bon interrogandosi sul motivo per il quale per la liberazione ci sia un tempo in genere standard, corrispondente a circa otto mesi. "Perchè tutto questo tempo? Perchè non accorciare le trattative? Anche per le famiglie è una angoscia".