I satelliti spia Usa ora daranno la caccia anche a terroristi, criminali e clandestini

Gli Stati Uniti mettono in campo anche i più segreti satelliti spia per combattere il terrorismo, sorvegliare i propri confini terrestri e marittimi e per contrastare la criminalità.
La storica decisione è frutto di un’iniziativa del direttore dell’Intelligence Nazionale, l’ammiraglio Michael McConnell, il quale, probabilmente suscitando le ire di molti al Pentagono, gelosi dei propri «giocattoli», ha proposto di rendere disponibili a diverse agenzie ed enti statunitensi le foto scattate dai satelliti spia.
Per accedere alle immagini gli enti interessati dovranno inoltrare una richiesta a un nuovo ufficio della Sicurezza interna, che valuterà se la domanda è accoglibile e con quale priorità. Poi spetterà ai gestori dei satelliti, per esempio al Nro (National reconnaisance office), verificare se uno degli «occhi» può essere impiegato mentre sorvola gli Stati Uniti e infine distribuire le foto.
Attualmente le foto satellitari militari sono accessibili per la Nasa, la Fema (l’agenzia di protezione civile), l’ente geologico e sono state usate ad esempio in occasione dell’uragano Katrina. Ma ora gli utenti si moltiplicano e così gli impieghi: grazie alla eccezionale acutezza dei sensori di cui sono dotati, i satelliti spia possono scoprire oggetti estremamente piccoli, di giorno come di notte, in qualche caso anche se nascosti sotto il fogliame. Possono dire se in un certo parcheggio c’è stato un veicolo a motore, identificando la traccia di calore anche ore dopo che il mezzo se ne è andato. Possono indicare se una casa è o meno disabitata, scoprire rotta e posizione di imbarcazioni, scoprire entro certi limiti che cosa contiene un deposito, verificare chi e dove supera un confine.
Nessuno aereo, con o senza pilota, offre prestazioni del genere. Le applicazioni sono innumerevoli. E oltre alle immagini grezze sono ancora più interessanti i prodotti elaborati con potentissimi software di analisi e esaminati dagli specialisti. Mai come in questi anni le risorse spaziali militari americane sono sfruttate al massimo: non tutte le richieste potranno essere esaudite. C’è anche da dire che i colossali satelliti americani, grandi come autobus, pesanti oltre una dozzina di tonnellate e costosissimi non cambieranno i loro programmi di ricerca e le rotte molto facilmente. Anche perché ogni manovra costa centinaia di migliaia di dollari di «vita operativa». Ma potranno fornire un contributo importante.
È il caso di notare che, per una volta, quella che negli Usa è una novità, in Italia è già realtà: i nostri satelliti spia CosmoSkyMed, il primo dei quali è già in orbita, sono stati concepiti come sistemi «duali», ai quali hanno accesso utenti militari, civili istituzionali e persino commerciali.