I segreti delle malattie digestive

L’ospedale Sacco, già Sanatorio di Vialba, è un vetusto nosocomio, inaugurato nel 1931, per pazienti tubercolotici. Si sviluppa a Nord di Milano, accanto all’autostrada dei laghi, su una superficie di 130mila metri quadrati: tanti padiglioni avvolti d’inverno dalle brume che non riescono a nascondere la propria età. Sono divisi da alti platani ed intervallati da alcune moderne strutture. Da Novembre 2010 il professor Roberto de Franchis è subentrato al professor Gabriele Bianchi Porro nella direzione dell’Unità operativa complessa di gastroenterologia dell’ospedale universitario Luigi Sacco, un centro di eccellenza cui afferisce la più numerosa casistica europea di malattie infiammatorie intestinali. De Franchis, 65 anni, bolognese, ha trascorso 42 anni al Policlinico di Milano, alcuni come assistente del professor Nicola Dioguardi. Rientrato in Italia, dopo due anni (1978-1979) presso la divisione di gastroenterologia del Mount Sinai Medical Center di New York, de Franchis ha diretto prima il Servizio di endoscopia digestiva, poi l’Unità di gastroenterologia 3 del Policlinico. Dal 1983 al 2010 ha tenuto il corso di gastroenterologia all’università di Milano, prima come professore associato, dal 2001 come ordinario di gastroenterologia. Dal 1981 si occupa di ipertensione portale nei pazienti con cirrosi epatica. In questo settore, de Franchis e i suoi collaboratori hanno pubblicato numerosi studi clinici sulle più prestigiose riviste scientifiche.
L’Unità di gastroenterologia diretta dal professor de Franchis é integrata con due unità operative dipartimentali: la prima è dedicata alle malattie infiammatorie intestinali (dottor Sandro Ardizzone) con oltre 4500 pazienti all’anno, la seconda alla endoscopia digestiva diagnostica e terapeutica (dottor Gianpiero Manes ) , 9mila procedure all’anno. L’Unità è anche dotata di un servizio di ecografia (professor Giovanni Maconi) con altissime competenze nel campo dell’ecografia delle anse intestinali, e di un servizio di fisiopatologia digestiva (dott. Stefano Pallotta). L’arrivo di de Franchis ha completato le competenze di un team che nel corso degli anni ha unito l’attività clinica a quella di ricerca. Oggi l’Unità operativa è in grado di gestire tutte la patologie gastroenterologiche avvalendosi delle più moderne tecniche diagnostiche e terapeutiche. E’ anche in progetto l’apertura di un laboratorio di ricerca di base. Quasi 40 persone formano la struttura: nove gastroenterologi, quattro specializzandi, un medico impegnato nel dottorato di ricerca, dodici infermieri nell’endoscopia oltre ad altri nel day hospital e nel reparto di degenza. Presso l’unità sono frequenti i corsi di formazione per specializzandi e giovani specialisti, e sono in programma incontri con i medici sul territorio.
L’introduzione dei nuovi farmaci biologici, come l’infliximab, ha rivoluzionato e reso ben più efficace la terapia di colite ulcerosa e morbo di Crohn. In queste patologie ora l’intervento farmacologico è vitale.
«Stiamo mettendo a punto specifici protocolli di diagnosi e cura per l’applicazione delle linee guida nazionali e internazionali, relative alle principali patologie dell’apparato digerente», afferma il professor de Franchis ricordando gli sforzi quotidiani, vissuti con entusiasmo, per l’introduzione nella pratica clinica di nuove tecniche diagnostiche, quali la video capsula endoscopica, che permette di esplorare tutto l’intestino tenue, identificando la sede di sanguinamenti digestivi di origine oscura e di precisare la diagnosi in pazienti con sospetto di malattia di Crohn. L’obbiettivo è una gestione sempre più accurata di questi malati che riescono sempre più spesso ad evitare l’intervento chirurgico. É anche in corso un importante svilupo dell’informatica che consentirà una più efficiente gestione delle liste di attesa e una miglior gestione delle casistiche a fini scientifici. Molte delle inefficienze che caratterizzano l’attività ospedaliera sono dovute alla mancanza di organico amministrativo a supporto dell’attività medica: dalla prenotazione delle visite, alla gestione delle liste di attesa, al rapporto con i parenti. Nei centri clinici esteri più importanti, personale amministrativo segue passo dopo passo il percorso del paziente. Anche in un Centro di eccellenza come la gastroenterologia del Sacco lo specialista è troppo spesso impegnato nell’attività di piccolo scrivano.