"I segreti di Osage County", parenti serpenti al cinema

Due ore di recriminazioni, insulti e rivelazioni in un verboso dramma familiare condito di humour nero. Nonostante l'attrattiva di una magnifica Meryl Streep, resta un film non per tutti

Era da tempo che al cinema non si vedeva una rimpatriata di consanguinei dai rapporti tanto irrisolti come quelli che danno vita a "I segreti di Osage County", versione cinematografica di un  pluripremiato spettacolo teatrale di Broadway.

Siamo in Oklahoma, nell'assolata contea di Osage, tra campi agricoli e strade sterrate. Qui, in mezzo al nulla, si erge la casa di Victoria (Meryl Streep) e di suo marito Beverly (Sam Shepard). Mentre la prima è dipendente da farmaci e antidolorifici e combatte contro un cancro alla bocca, il secondo è un ex docente universitario e poeta di successo dedito da anni all'alcool. Quando l'uomo improvvisamente scompare, Vic chiede aiuto alle loro tre figlie: Ivy (Julianne Nicholson), l'unica a essere rimasta a vivere lì vicino; Karen (Juliette Lewis), che si presenta accompagnata dal nuovo fidanzato, Steve (Dermot Mulroney); e infine Barbara (Julia Roberts), che accorre col marito Bill (Ewan McGregor) e la figlia adolescente, Jean (Abigail Breslin). A completare la riunione di famiglia, arrivano lo zio Charlie (Chris Cooper), la zia Mattie Fae (Margo Martindale) e il loro Little Charles (Benedict Cumberbatch). La convivenza forzata sotto lo stesso tetto di tutte queste persone, ognuna carica di amarezze e di non detti, darà luogo a dolorosi confronti che sfoceranno in grida, piatti rotti e porte sbattute.

Lo spettatore è avvisato: lo aspettano due ore di claustrofobico gioco al massacro, il cui crudele cinismo è solo occasionalmente alleggerito da un umorismo cupo. Le note drammatiche hanno un retrogusto da soap opera, forse per la quantità di rivelazioni che si susseguono dopo un pranzo che fa loro da detonatore. Victoria, la "matriarca", è la principale responsabile, con il suo flusso ininterrotto di insulti sarcastici e insinuazioni malevole, del precipitare delle conversazioni in vere battaglie. Teatrale e manipolativa, quando individua dove colpire, lo fa senza pietà. Nella sua perenne belligeranza sta tutta la sua disperazione di creatura incapace di amare eppure desiderosa d'affetto. Assistere alla forza distruttiva di questa donna di ferro è estenuante, ma la superlativa recitazione di Meryl Streep rende l'esperienza meravigliosa. Julia Roberts interpreta invece l'unica delle tre figlie in grado di sfoggiare la durezza della genitrice, somigliandole in ciò che più detesta di lei. Pur accomunate dall'aver avuto una madre anaffettiva e dall'esser state tradite dai propri uomini, le due sono tutt'altro che comprensive l'una nei confronti dell'altra. I restanti personaggi sono altrettanto interessanti e avranno ognuno un momento da protagonista, un piccolo assolo in quella che è un'ottima orchestrazione diretta da un regista che rimane nell'ombra.

"I segreti di Osage County" ha un fascino molto particolare ma non è un film adatto a tutti perché le sfumature grottesche di superficie non ne coprono certo la natura di fondo, che è soffocante, deprimente e impietosa. Per chi ha esperienza diretta dell'esistenza di famiglie tanto disfunzionali, potrà forse essere catartico rivivere certi scontri su grande schermo e, perché no, anche consolatorio il raffronto con una tale iperbole.