I servizi pubblici stanno migliorando ma i romani bocciano asili e pulizia

LA PAGELLA Nei trasporti metro meglio di bus e tram. Problemi per la mobilità. Illuminazione ok. Cresce, ma poco, la differenziata

Al Comune di Roma arriva la pagella di fine anno. E i voti non sono male. Tutt’altro. La media dei servizi capitolini sale da 6,3 a 6,6. La larga maggioranza (72%) dei 2mila intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta della qualità della vita nella capitale. Promossi a pieni voti cultura e acqua. Supera la sufficienza la metropolitana. Pessima (4,4) la pulizia delle strade. Da rivedere i servizi sociali.
La sesta edizione della Relazione annuale dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune è stata presentata ieri in Campidoglio alla presenza di Alemanno: «I dati ci confortano - ha detto il sindaco - e ci spingono a lavorare per risolvere quelle che ancora sono criticità della città».
A leggere la relazione in aula Giulio Cesare, il presidente dell’Agenzia Paolo Leon. In 37 pagine, lo stato dell’arte nei principali comparti: mobilità, rifiuti, illuminazione, servizi culturali. Ma spazio anche a temi nuovi: le pari opportunità di genere nelle aziende capitoline. I dati si riferiscono al mese di aprile 2009.
Mobilità e trasporto pubblico assorbono dal Comune le maggiori risorse (700 milioni all’anno). Ma tutti i monitoraggi mostrano lo scarso apprezzamento (5,2) nei confronti del trasporto su gomma. Era 4,8 nel 2007. Il voto sulla metropolitana invece migliora di molto. Sale da 5,8 (novembre 2007) a 6,8. Una autentica sorpresa: ai romani piace andare in metro. «Ma resta molto critico il giudizio sull’accessibilità del servizio, considerata la modesta dimensione delle rete» rimarca Leon.
E in futuro? L’Agenzia vede bene il nuovo Piano strategico per la mobilita sostenibile, presentato all’Eur il 28 ottobre scorso. Non solo per i “grandi interventi”, come Metro C e D. Ma per quelli medio-piccoli locali. Il confronto con le altre città mostra infatti che Roma è piuttosto “debole” in termini di isole pedonali, zone a traffico limitato, parcheggi, piste ciclabili. Con 0,3 abbonati ogni mille abitanti (1,6 la media delle grandi città), la Città Eterna è il fanalino di coda nello sviluppo del car sharing. Bassa anche l’incidenza dei parcheggi di scambio (6,8 ogni mille vetture rispetto al 16,3 nazionale). Quanto alla sosta regolamentata, i “non in regola” sulle strisce blu sono stabili intorno al 12%, mentre sulle strisce bianche a disco orario raggiungono il 22%. Uno su cinque, insomma, parcheggia a sbafo.
Molto critico lo stato di igiene e decoro urbano. Oltre il 75% dei rifiuti finisce direttamente in discarica. Nel 2009 la raccolta differenziata cresce (dal 16,8% al 19,5%), ma si attesta molto al di sotto del 27% previsto dal Piano regionale. «Le nostre stime - sottolinea Leon - indicano inoltre che l’Ama raggiungerà tra due anni solo il 24%, lontanissimo dall’obiettivo del 50% per il 2011».
L’Ama è l’azienda che raccoglie dagli utenti i giudizi meno positivi: 4,4 la pulizia delle strade, 5,8 la raccolta dai cassonetti. Alle stelle, di contro, la tariffa: la spesa di una famiglia media (337 euro) è del 35 per cento più alta rispetto alla media delle grandi città. La Tari inoltre è salita del 37 per cento negli ultimi 5 anni. Altro dato negativo: il contratto di servizio è scaduto nel 2005.
Positivo, invece, il servizio idrico: bollette a costi contenuti, il 92% dei romani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto del servizio di acqua potabile. A livelli record i consumi: 87 mc per abitante contro la media nazionale di 66. Unica pecca: il 50% degli utenti non paga la bolletta alla scadenza.
Più che sufficiente (voto 6,8) il giudizio dei romani sull’illuminazione pubblica. Tuttavia, rileva l’Agenzia, a Roma nel 2008 la spesa totale per punto luce è la più elevata tra le città del campione in corso di rilevazione (Roma, Milano, Napoli, Palermo, Firenze e Bari). La densità di punti luce per km è viceversa la più bassa. I tempi massimi per riparare una lampada sono a Roma di 20 giorni, nelle grandi città italiane bastano 2-3 giorni.
Bene (7,1) le farmacie comunali. Scende e va (di poco) sotto la sufficienza il voto sui servizi sociali: asili nido (da 6,2 a 5,9), assistenza domiciliare ad anziani e fasce deboli (da 6,0 a 5,8). Alto gradimento invece per i servizi culturali: musei comunali (7,5), biblioteche (7,4), spettacoli dal vivo all’Auditorium (7,9), Palaexpo (7,9). Un po’ troppo ristretta, però, la fascia di utenza.