I sogni avventurosi di Eiffel, l'ingegnere della Torre in mostra

Soprannominato «il mago del ferro», il creatore del simbolo di Parigi amava soprattutto volare. Ora documenti, lettere e ricordi sono raccolti in un'esibizione al municipio

Tra i suoi progetti sono comparsi, a un certo punto, un ponte sotto la manica, la rete metropolitana parigina, un aeroplano. Gustave Eiffel, il mago del ferro, come lo chiamano i francesi, era un ingegnere che amava sognare. Inventava, buttava giù schizzi, disegni, visioni. Non le ha realizzate tutte lui ma qualcuno, molti anni dopo, ci è riuscito. Erano visioni fino a un certo punto. Come la sua creazione più famosa, la Torre Eiffel: quest'anno festeggia 120 anni e i parigini la celebrano come la dama di ferro che è ma, all'inizio, la accolsero con parole poco gentili: «È questo l'orrore che i francesi hanno trovato per dare l'idea del loro gusto tanto decantato?» scrissero artisti e intellettuali nel 1889, quando l'opera di Eiffel fu scelta come simbolo dell'Esposizione universale. La giudicarono «inutile e mostruosa», la definirono «il disonore di Parigi». Poi si sono ricreduti, come sull'ingegnere che l'ha progettata e fatta costruire in tempi record: meno di 3 anni per realizzare la sua struttura massiccia, su tre livelli, che supera i 300 metri d'altezza. Si sono ricreduti così tanto che, oltre a festeggiare la signora di ferro, ora ricordano anche vita, gesta e visioni del suo papà, l'ingegnere di Digione, a cui ora è dedicata una grande mostra al municipio di Parigi. In ogni caso, era già stato sepolto al Pantheon, in compagnia dei grandi di Francia.
La retrospettiva, aperta fino alla fine di agosto, raccoglie lettere, documenti, ritratti, i progetti della Torre e delle altre opere, come il viadotto di Garabit nel massiccio centrale o la struttura della Statua della libertà, il ponte di Bordeaux o i «ponti portatili» da assemblare rapidamente. Tutte idee nate negli Stabilimenti Eiffel, una fabbrica di metallurgia nella banlieu di Levallois-Perret. Ad aiutarlo, dopo la morte della moglie giovanissima, la figlia Claire. Un'esistenza quasi normale, tranquilla, con il nuoto e il ballo come uniche «debolezze». L'ingegner Eiffel se ne andò a 91 anni e per tutta la vita non dimenticò mai una delle sue più grandi passioni: volare. I suoi studi di aerodinamica sono in mostra, insieme ai progetti del suo primo aereo, ideati poco prima di morire.