I soldati di Sarkò sbarcano nel Golfo

Parigi inaugura a maggio una base militare ad Abu Dhabi dove saranno stanziati 500 soldati. La base navale e aerea sorgerà in un luogo strategico: con vista sullo stretto di Hormuz

I soldati francesi arrivano in medio oriente a maggio. Nicolas Sarkozy sarà presto nella regione per inaugurare una grande base ad Abu Dhabi, con vista Iran. Saranno 500 i militari di Parigi stanziati nell'area, ha scritto il giornale arabo "aSharq el Awsat".
Un anno fa, il presidente francese era stato negli Emirati arabi per siglare un accordo militare e rafforzare le relazioni con i Paesi dell'area, ritagliando così un nuovo ruolo per la Francia nella regione. La base navale e aerea sorgerà in un luogo strategico: con vista sullo stretto di Hormuz, che separa la Penisola arabica dalle coste dell'Iran. Circa il 40 per cento del trasporto marittimo di greggio passa per quelle acque.
La mossa francese, oltre a riflettere la volontà di rafforzare i rapporti con i Paesi del Golfo, secondo molti analisti dimostra anche un atteggiamento più fermo di Parigi nei confronti della questione nucleare iraniana e un allineamento più stretto alle posizioni di Washington, maggiore presenza militare nella zona. Come ha scritto l'International Herald Tribune, l'accordo sulla base permetterà alla Francia di posizionare le proprie truppe in una regione cruciale per la produzione di petrolio, dove molti governi locali sono preoccupati per la crescente influenza del vicino iraniano e per il suo programma nucleare. L'apertura della base rende la Francia uno dei pochi Paesi ad avere un presenza militare nel Golfo: gli Stati Uniti hanno 40mila soldati nella regione e i britannici operano dalla base aerea di Al Udeid in Qatar.
L'accordo militare dell'inizio del 2008 ha coinciso anche con la firma di un'intesa sul nucleare, la terza tra Parigi e un Paese arabo (ci sono già patti con Algeria e Libia). La Francia costruirà un reattore negli Emirati investendo nel Paese quasi 6 miliardi di dollari, garantendo sostegno tecnologico e mettendo a disposizione il proprio know-how atomico. Negli ultimi anni, molti governi sunniti della regione (Arabia Saudita, Egitto, Giordania tra gli altri) hanno annunciato l'avvio di programmi nucleari a scopo civile, mostrando un crescente disagio verso le potenzialità nucleari del vicino Iran sciita.