I traguardi dei trapianti di cornea

Il trapianto di cornea è un intervento sempre più diffuso. In Italia ne vengono eseguiti ogni anno oltre 6mila, 400mila negli Stati Uniti. Il primo trapianto di cornea venne eseguito in Germania, a Gottinga, da von Eugen Hipple nel 1875, da un coniglio ad un uomo. Nei giorni scorsi a Firenze si è discusso delle più recenti acquisizioni scientifiche durante il VII congresso della Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare (Sicsso), al quale hanno partecipato 750 oculisti, oltre cento venuti dall’estero, di cui 27 relatori. Incontriamo il professor Vincenzo Sarnicola, presidente di questa Società, noto alle cronache per aver effettuato in Italia nel 2001 il primo trapianto di cellule staminali da donatore vivente ( il padre donò alla figlia, non vedente da anni, cellule staminali corneali), un pioniere dei trapianti di cornea. Con una casistica operatoria di oltre 10mila interventi chirurgici ,tra cui più di 1000 trapianti di cornea, relatore proprio sui trapianti lamellari al prossimo congresso mondiale di oculistica che si terrà ad Hong Kong. Come apprendiamo dal suo sito www.studiosarnicola.it è nato ad Agropoli, Salerno,cinquantenne, dopo la laurea a Firenze e la specializzazione a Siena, si forma negli Stati Uniti alla Columbia University di New York, con il professor Philip Knapp, dove trascorre alcuni anni. Dopo aver compiuto a Siena ricerche sullo strabismo, è stato responsabile dal 1994, sempre a Siena, del servizio di fisiopatologia della motilità oculare ed è primario oftalmologo all’ospedale della Misericordia di Grosseto da circa dieci anni. Un centro di eccellenza che, con una casistica di circa 400 interventi di cheratoplastica lamellare profonda (Dalk, Deep anterior lamellar keratoplasty), è proiettato tra i centri con maggiore esperienza al mondo. «I trapianti di cornea – afferma il professor Vincenzo Sarnicola -hanno compiuto una autentica rivoluzione in senso miniinvasivo, della tecnica chirurgica. Non piu la sostituzione di tutta la cornea (trapianti perforanti), ma gli interventi lamellari durante i quali si sostituisce solo il frammento malato della cornea che è di pochi micron. Queste nuove metodiche hanno migliorato i risultati sul piano della stabilità della visione ed hanno ridotto le complicanze. Oggi il trapianto di cornea è un intervento sicuro, specialmente se effettuato con tecniche lamellari. La metodica Dalk (Deep Anterior Lamellar Keratoplasty), è una tecnica chirurgica di origine giapponese, che ha avuto grande sviluppo in Italia negli ultimi 5 anni, gli Stati Uniti stanno partendo solo adesso. La tecnica richiede un'alta manualità che i chirurghi italiani hanno», afferma il primario di oculistica ricordandoi numerosi centri che in Italia ed in Europa stanno partendo con questa tecnica. « Consiste nell'esecuzione del trapianto di cornea asportando solo la superficie e lo stroma della cornea stessa, senza toccare perciò il tessuto endoteliale interno, una membrana sottilissima la cui sostituzione è la principale causa dei rigetti non trattabili. E’ la tecnica indicata nella diffusissima malattia chiamata cheratocono e nei leucomi erpetici. Nel trapianto di cornea perforante, il rigetto si verifica nel 30% dei casi. Di questi, è possibile controllarne solo l'80% con le attuali terapie - afferma ancora Sarnicola - mentre la terapia non consente di controllare il restante 20%, la cui causa è il rigetto endoteliale. La Dalk,non sostituendo l’endotelio, consente di azzerare i rigetti non trattabili». La microchirurgia lamellare è possibile anche per le malattie che colpiscono l’endotelio corneale come la cheratopatia bollosa e la distrofia di Fuchs. Non si sostituisce lo stroma ma appunto l’endotelio grazie ad una apparecchiatura (microcheratom Horizon) messa a punto dai riceratori di Alfaintes, una società italiana con sede a Napoli, che prepara una lamella sottilissima di soli 100 micron di spessore. L’equipe del professor Sarnicola ha contribuito alla messa a punto della nuova tecnica, denominata Dplk, cheratoplastica lamellare posteriore, nata in Olanda e negli Stati Uniti e che ora si sta diffondendo rapidamente in tutti i Paesi occidentali.