I turisti stranieri in Italia sono i barbari del Duemila

Con l’inizio della bella stagione (si fa per dire, piove su mezza Italia) sono arrivati nel nostro Paese i primi turisti, ed ecco che il sottoscritto, pur essendo nato nel cuore di Napoli, si sente improvvisamente (e al tempo stesso) piccolo patriota padovano, tamburino sardo e piccola vedetta lombarda.
Non che consideri i forestieri come «lo Straniero» da combattere in una IV Guerra d’Indipendenza personale (non ne avrei neanche più il fisico), è che si riaccende in petto il sentimento patrio sopito durante l’anno (partite della Nazionale di calcio a parte), e mi incavolo a veder trattare il suolo dei miei avi (ma anche quello degli attuali parenti) come una pattumiera.
Per i tedeschi siamo mafiosi, spaghettari, indolenti e sporchi; per gli inglesi le nostre donne sono puttane; per i francesi siamo inefficienti in tutto (ma bravissimi, anzi i migliori, a organizzare scioperi); per gli svizzeri siamo insofferenti alle regole; per gli statunitensi i soldati italiani sono codardi, molto più bravi a mangiare che a combattere. E noi ci mettiamo del nostro: secondo una ricerca del mensile Riza psicosomatica, oltre un italiano su due non si sente intelligente.
A giudicare (e a condannare), a vedere nell’altro il «diverso», l’alieno, la somma o la summa di tutti i difetti, siamo tutti bravi, anzi maestri; a fare l’esame di coscienza e intonare il mea culpa, un po' meno.
I civilissimi inglesi, francesi, tedeschi, austriaci, olandesi, belgi, una volta oltrepassate le Alpi, dimenticano di colpo le loro buone maniere; da lord Brummell che sono (o si reputano), si trasformano in Attila. Venezia, Firenze, Roma, Napoli, le nostre città d’arte, e in particolare le piazze più importanti, a causa dei loro bivacchi diventano come la Geenna biblica: una discarica o pattumiera. Oddio, forse Napoli neppure se ne accorge, sepolta com’è dalla monnezza (sono oltre 700mila le tonnellate di rifiuti accumulate in strada o stoccate) ma le altre città no, le altre città se ne accorgono, e come.
E perciò fa bene, anzi benissimo, la municipalità di Venezia ad assumere vigilantes, ossia pattuglie di pronto intervento, «ronde del decoro», come sono state battezzate, con il compito di ricordare ai turisti come ci si comporta in terra straniera, e con la facoltà di elevare multe (anche salate) ai trasgressori dei divieti. E quali sono questi divieti? Eccone qualcuno: vietato girare a torso nudo e sdraiarsi a terra su area pubblica, vietato gettare lattine, avanzi di cibo e qualsiasi rifiuto solido o liquido in città, in particolare a piazza san Marco e aree limitrofe. Vietato insomma fare i Visigoti, ché, in Italia, un Alarico è bastato ed avanzato.
Io, poi, se fossi il sindaco della città lagunare, aggiungerei ai divieti un «consiglio per gli acquisti»: comprate un bidet in Italia e diffondetene l’uso in patria.
mardorta@libero.it