I vandali imbrattano con secchiate di vernice la Madonna del cimitero

Non ci sono parole per descrivere lo sconforto in cui sono piombati ieri mattina i residenti della zona Musocco, le persone che abitano da anni nella grande area adiacente al cimitero Maggiore, tra via Gallarate, viale Certosa e via Triboniano. Sono stati loro, i cittadini, nonostante la pioggia e il freddo, già dalle prime ore del mattino ad assieparsi costernati attorno alla cappella della Madonna di Caravaggio, conosciuta da tutti come «la Madonnina», che sin dagli inizi del 1900 si trova all'angolo tra via Sapri e il parcheggio davanti al cimitero. Lo spettacolo era sconfortante: la copertura di plastica trasparente che protegge la statua in gesso della Madonna con accanto una ragazzina che prega era completamente coperta da un fitto strato di vernice rossa. Qualcuno, nella notte, aveva aperto il cancelletto d'accesso alla cappella lanciando quella che sembra una vera e propria secchiata di colore contro l'immagine sacra. Che i residenti puliscono e adornano a loro spese ogni anno. «Uno scempio, un atto di vandalismo insensato e crudele - ripeteva sconvolta ieri mattina la gente ferma a guardare -. E pensare che per proteggerla dalle intemperie avevamo sottoposto l'immagine sacra a un processo di idropulitura!»
La voce di quel che è accaduto si è sparsa in fretta. Quando un commerciante della zona ha chiamato il numero unico emergenze 112 per far intervenire le forze dell'ordine. «Mi hanno risposto ma non è venuto nessuno, - ci segnala l'uomo -. Poi è passata una pattuglia dei vigili e una della polizia. Gli agenti non si sono fermati».
La cappella appartiene al territorio e alla vicina chiesa di Santa Maria Assunta in Garegnano. Ieri mattina il parroco, don Pino La Rosa, al quale i fedeli hanno segnalato quel che era accaduto, ha parlato dell'atto di vandalismo durante la messa delle 10.30. «Ho invitato i fedeli a pregare. Certo: sono cose che dispiacciono» ci ha spiegato ieri al telefono il sacerdote.
«Ogni anno, nella notte tra Natale e Santo Stefano c'è sempre una festa qui al centro sociale Torchiera - ci spiega un altro commerciante della zona -. Ma non mi sento di dare la colpa agli anarchici senza averli visti. E se devo essere sincero, beh, non credo c'entrino loro, visto che abitano proprio qui. Ma forse qualcuno tra i loro invitati scalmanati, gente che viene da fuori...».