I vestiti del cinema al Sannio FilmFestival

I costumisti e gli scenografi sono i protagonisti di una manifestazione unica in Europa

Roberta Pasero

Buoncostume potrebbe essere il sottotitolo, ma per una volta il cosiddetto comune senso del pudore non c’entra. C’entrano piuttosto le decine di pellicole in taffetà, parrucche e crinolina che il Sannio FilmFest, unico in Europa dedicato da nove anni al cinema in costume, sta mettendo in rassegna da venerdì scorso a Sant’Agata dei Goti, uno dei borghi medioevali più suggestivi della Campania, in provincia di Benevento. Una maratona di proiezioni, retrospettive, mostre che si avvia alla conclusione (gran finale domani sera con la consegna dei Capitelli d’oro a costumisti e scenografi) e che ha acceso i riflettori su un genere ultimamente molto rivalutato dagli spettatori. Tanti i flashback che hanno riportato indietro sui passi della storia con il film di Istvan Szabo La diva Julia-Being Julia, interpretato da Annette Bening e Jeremy Irons, ma anche con La caduta di Oliver Hirschbiegel, protagonista Bruno Ganz, parabola del nazismo raccontata attraverso gli ultimi dodici giorni di Hitler, con L’amore ritrovato di Carlo Mazzacurati ambientato poco prima della seconda guerra mondiale e con E ridendo l'uccise di Florestano Vancini che si svolge alla Corte estense, nel Cinquecento (a tenerlo a battesimo una delle interpreti, Sabrina Colle) e tante altre pellicole che raccontano la vita e la storia di un passato prossimo venturo, alcune in concorso altre no. E poi ci sono i premi Oscar in mostra. Nel senso di sei costumisti che hanno ideato una cinquantina di preziosi abiti cinematografici (da Barbarella a Non ci resta che piangere), firmati anche da Frigerio, Donati, Rambaldi, Canonero, Squarciapino, Millenotti ed esposti in questi giorni nella chiesa di San Francesco. Cinema ma non soltanto: i riflettori si sono accesi anche su uno dei più grandi artisti italiani, Mimmo Rotella, che ha portato al Sannio FilmFest, diretto da Remigio Truocchio, le opere realizzate per l’allestimento lirico di Tancredi andato in scena al Teatro San Carlo di Napoli tre anni fa con la regia di Roberto Andò. Per nove giorni Sant’Agata dei Goti si è tuffata nel passato, invasa dagli antichi romani della Cisalpina III Praetoria, dai soldati napoleonici della Prima Fanteria di linea, dai Cavalieri del Tau del tredicesimo secolo, come in un magnifico film, tutto girato dal vero.