Ilaria Spada, brava e con il fidanzato giusto

Da «Libero» e «Ciao Darwin» al cinema di «Questa notte è ancora nostra» dov’è nata la storia con Vaporidis. «Sono gelosissima», dice

Nelle interviste si definisce «una sognatrice disincantata», ma anche «una tipa fumantina e aggressiva», oltre che, s’intende, «una emotiva», quindi «sospettosa e gelosa». Ilaria Spada, ventisette anni, da Latina, padre italiano, madre di origine tunisina, dodici anni di balletto classico prima di approdare a Miss Italia nel 1998, è una delle nuove bellezze del cinema per teen-ager. La love-story col coetaneo Nicolas Vaporidis, nata sul set di Questa notte è ancora nostra (film appena uscito, partito bene ma non benissimo), l’ha già consegnata al più classico dei giochi di parole: chi, se non lei che fa Spada di cognome, poteva trafiggere il cuore del «fidanzatino d’Italia»? Pare sia stata una cena durante le riprese, riscaldata da qualche bicchiere di troppo, a spingere la fanciulla tra le braccia del gettonato interprete di Notte prima degli esami. Amore a prima vista? «Il nostro è stato un approccio fisico, passionale, l'innamoramento è arrivato dopo», ha rivelato al TgCom, aggiungendo però di essere «molto riservata: queste sono cose che si dicono solo alla migliore amica». Nel film di Miniero & Genovese lei è la migliore amica della protagonista, la cinesina Jing incarnata dall’italo-giapponese Valentina Izumi, presa di mira per bieche ragioni musicali da Vaporidis, «cassamortaro» rock in stile Blues Brothers. Ovvio che, tra complicazioni etniche ed equivoci vari, scocchi la scintilla amorosa.
Nella realtà la scintilla è scoccata con la fulgida e formosa Ilaria. Lei non esclude una futura convivenza e intanto ricambia il sentimento definendo il suo Nicolas «un bello che balla!»: detto romano che sta ad indicare certi uomini con una marcia in più, piacioni e sensibili insieme. A dirla tutta, pur avendo la stessa età, lei risulta più scafata e navigata di lui. Sarà anche per questo che, sintonizzandosi col personaggio sbarazzino dello schermo, Ilaria ha mandato in soffitta certe pose ultra sexy di un recente passato. Ora preferisce indossare jeans a vita bassa, scarpe senza tacchi e strati di magliette, un look più spigliato e fresco, in linea con la nuova vita d’attrice. Dunque niente più calzari da Messalina, abitucci strizzati e scollati, perizoma a vista sul mitico lato B. La scosciata bellona di Ciao Darwin 4 e del trash-show Libero (in coppia con la Gregoraci) oggi è richiestissima: Provaci ancora prof! 3 e Raccontami 2 per la tv, il rifacimento di Sex and the city a teatro, un musical di cui non ancora dice niente «per scaramanzia».
Non che lei, nel 2002 arrivata tra le otto finaliste del concorso Veline, faccia la verginella. Intervistata da Mirella Serri per Magazine, ha spiegato: «La tv che all’epoca mi aveva arruolata richiedeva un’immagine molto erotica, bisognava esibire una sensualità sfacciata, ma senza crederci troppo». Facile per una dotata di corpo statuario, occhioni neri, labbra carnose un po’ imbronciate, capelli lunghi e setosi da starlette televisiva. Sul piano della recitazione, magari, non potrà competere con le rivali Laura Chiatti, Carolina Crescentini e Cristiana Capotondi, ma l’impegno trasfuso negli ultimi mesi si vede. E chissà che il legame con Vaporidis non le giovi anche sul piano dell’immagine. In fondo non sono passati tanti mesi da quando dichiarava a Vanity Fair, esibendo un’ingenuità quasi commovente: «Ai tempi di Libero ero fidanzata con Marco Scaffardi (produttore cinematografico, ndr), che è molto amico di Antonio Marano, direttore di Raidue. Marco lo chiamò, sono andata da lui e mi ha scritturata. È una raccomandazione questa? Ero triste, mi era appena saltata la conduzione di Sipario su Rete 4. Emilio Fede ha un carattere particolare. E io non so stare zitta». Il suggerimento funzionò anche per Codice rosso, sfortunata serie tv nella quale lei sfidava il fuoco insieme agli eroici pompieri Gassman e Gioè. Non sorprende, allora, che in rete abbondino ironie e commenti salaci sulla ragazza. Tuttavia bisogna riconoscere che in Questa notte è ancora nostra se la cava bene: naturale e spiritosa, azzecca i tempi comici e non sfigura nei duetti. Che l’incendiaria sexy, teorica del «tradimento preventivo», sia a un punto di svolta?