Immenso iceberg in Antartide. Non c'entra col global warming

La montagna di ghiaccio è lunga 78 chilometri ed è vasta come il Lussemburgo. Si è staccata per l'urto di un altro iceberg ancora più gigantesco

Un colossale iceberg, lungo 78 chilometri e dalla superficie complessiva di 2550 kmq (come il Lussemburgo) si è staccato dall'Antartide nel territorio di competenza australiana. Non c'è tuttavia alcun nesso tra il distacco dell'iceberg dal ghiacciaio antartico Mertz e il riscaldamento globale. È un fenomeno simile a quello avvenuto nel 2005 nel ghiacciaio Drygalski, in seguito all'impatto del grande iceberg B-15A (lungo a sua volta poco meno di 100 chilometri), ha osservato Massimo Frezzotti, responsabile delle attività di Glaciologia del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra).
In passato un altro iceberg si è distaccato dal ghiacciaio Mertz, «probabilmente anche in quell'occasione per l'urto di un altro iceberg. Il distacco di un iceberg - rileva Frezzotti - è un evento che avviene ciclicamente» ed era atteso. Lo stesso Frezzotti, che ha studiato il ghiacciaio fin dagli anni Novanta, aveva previsto un evento simile.
La novità è che il gruppo franco-australiano dell'Antarctic Climate and Ecosystems (Ace) ha deciso di osservare da vicino il ghiacciaio Mertz nell'ambito di un programma a lungo termine teso a capire i processi che regolano la circolazione delle correnti e delle acque dolci e salate attraverso gli oceani: eventi cruciali nel regolare il clima globale.
Di conseguenza, osserva il glaciologo, «la rottura dell'iceberg è stata un esperimento naturale perché una variazione drastica come questa potrebbe essere molto utile per comprendere la circolazione oceanica delle correnti e il sistema delle polinie», ossia delle aree della superficie marina perennemente libere dai ghiacci in alcune zone costiere.
«Nessun allarme sul riscaldamento globale, quindi, ma di sicuro - conclude Frezzotti - il distacco dell'iceberg in un'area monitorata costantemente prima e dopo questo evento permetterà di capire meglio che cosa potrebbe accadere in caso di riscaldamento».