È impensabile un mondo senza automobili

L’auto è vecchia, nessuno più la vuole. Quanto vi è di vero in questo slogan? È un’affermazione a effetto che fortunatamente non risponde alla realtà. L’automobile continua a essere, e lo sarà per decenni, uno strumento insostituibile di mobilità. Ci offre la libertà di spostarci anche in località prive di collegamenti pubblici. Ci rende autonomi, in molti casi ci consente di raggiungere il luogo di lavoro o di incontrarci con parenti e amici. Una vita senza auto è per molti impensabile. In numerosi Paesi l’automobile rappresenta ancora un grande sogno, una priorità sulla strada della libertà di locomozione. Anche per questo l’industria delle quattro ruote è al primo posto nella graduatoria per produzione, occupati e capacità innovativa.
Nei primi mesi di quest’anno la domanda è crollata negli Usa del 40-50% a causa della crisi economica. Ma nell’immediato passato la produzione autoveicolistica mondiale ha registrato ancora un incremento del 5,1%, per un totale di oltre 73 milioni di esemplari. Una crescita determinata soprattutto dal boom dei mercati emergenti, in particolare quelli del Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Il Giappone nel 2007 aveva conquistato la leadership globale, assemblando oltre 11,5 milioni di veicoli, pari a un aumento dell’1 per cento. In difficoltà l’America, seconda a 10,7 milioni di unità, in flessione del 4,5 per cento. La Cina si sta avvicinando al verticeç: nel 2007 ha prodotto 8,8 milioni di veicoli, il 22% in più. Seguono, nell’ordine, Germania (6,1 milioni), Corea del Sud (4,08 milioni, in crescita del 6,4 %), Francia (3,09 milioni), Brasile (2,9 milioni), Spagna (2,8 milioni), Canada (2,5 milioni) e India, entrata per la prima volta nella top ten dopo aver costruito 2,2 milioni di veicoli. La Russia assorbe oltre 1,5 milioni di auto e il mercato cresce con tassi a due cifre.
Questa industria sta attraversando una profonda crisi. Nel mondo vi è un eccesso di capacità produttiva e i costruttori, soprattutto quelli generalisti, avvertono crescenti difficoltà. Va però ricordato che il settore ha un andamento ciclico caratterizzato da fasi di crescita e altre di flessione.
All’incontro organizzato dalla Uiga in occasione di «My Special Car Show», tenutosi a Rimini, il professor Giuseppe Volpato dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, un economista attento e osservatore del mondo dell’auto, ha illustrato le aspettative dei mercati: nel lungo periodo, si manterrà una tendenza alla crescita a livello mondiale nel Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e un mercato piatto nella triade (Europa occidentale, Usa e Giappone). In termini di congiuntura avremo una frenata delle immatricolazioni. Nel Bric la crescita sarà limitata ad alcuni punti percentuale fino all’attenuarsi della crisi, poi riprenderà l’aumento a doppia cifra. La domanda di auto si modifica e si evolve nei numerosi segmenti in modo non uniforme. Oggi la congiuntura favorisce le vetture piccole ed ecologiche (Gpl e metano) a basse emissioni inquinanti. Gli stili di vita influenzeranno sempre più le scelte dell’automobilista che chiede modelli capaci di rispondere meglio alle sue esigenze. I veicoli multispazio, i 4x4 ingentiliti, le vetture low cost, le auto elettriche e a metano, quelle senza patente prodotte industrialmente saranno le preferite.