Importanti le esperienze all’estero

Scegliere in modo informato e consapevole, e tutt’al più riconsiderare la decisione dopo il primo anno. Per gli studenti freschi di maturità non è semplice orientarsi e se le indicazioni dei genitori, così come quelle di parenti e amici, vanno debitamente valutate, è meglio investire del tempo nella visita alle facoltà, entrando nel dettaglio dei corsi d’insegnamento e cercando di comprendere quanto soddisfino le proprie aspettative.
Un corso di studio con sole materie che piacciono è una chimera, ma privilegiare le passioni piuttosto che scegliere unicamente in funzione dello sbocco lavorativo è un approccio che di solito non crea rimpianti.
Oggi gli atenei sfornano il doppio dei laureati che si licenziavano alla vigilia della riforma universitaria (secondo Almalaurea 300mila nel 2006 contro i 152mila del 1999), ma il calo degli immatricolati e una quantità di abbandoni in risalita fanno pensare che la spinta al recupero del sistema italiano nel contesto europeo sia vicina a esaurirsi.
Per i docenti in prima linea sul fronte dell’orientamento, due sono i principi sempre validi: l’esperienza universitaria rappresenta un’esperienza unica, del tutto individuale, e ciò che vale per uno studente non è detto valga anche per un altro. I consigli altrui sono utili, ma la scelta richiede un’analisi approfondita condotta in prima persona. E poi, è bene non scoraggiarsi ai primi fallimenti e darsi un anno di tempo per decidere di cambiare o lasciare: non solo l’università comporta una buona dose di libertà nelle scelte didattiche e un’organizzazione autonoma del tempo che si deve imparare a gestire, ma presuppone anche dei decisi cambiamenti nel vivere quotidiano, specie fuori casa, oltre che nei metodi di apprendimento.
Stage ed esperienze all’estero sono oggi da considerarsi quasi obbligate, come pure costruire ilcon intraprendenza. Ecco allora il suggerimento a cogliere le opportunità al momento giusto, come la partecipazione al programma Erasmus che consente di studiare in un’università straniera o di effettuarvi un tirocinio, e a vivere uno stage per iniziare a confrontarsi con la realtà lavorativa, in modo da comprenderne le logiche. Vivere un’esperienza all’estero significa, peraltro, conoscere un’altra lingua e aggiungere all’apertura mentale formatasi con gli studi universitari la capacità d’inserirsi nei vari contesti aziendali oggi votati all’internazionalizzazione.
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