Incontro con il genio in biblioteca

Se c’è un artista che travalica i secoli per porsi sempre come rinnovato enigma, questo è Leonardo. Tralasciando la deformazione provocatoria della Gioconda e la sua riproduzione seriale, da Duchamp a Warhol, è la proteiforme figura di Leonardo artifex - pittore, ingegnere, progettista, ricercatore - ad attirare l’ansia speculatrice, soprattutto degli intellettuali del Novecento.
Paul Valéry si imbatté nei manoscritti di Leonardo conservati nella biblioteca dell’Institut de France, sfogliando le riproduzioni pubblicate da Charles Ravaisson-Mollien. Aveva 23 anni e la lettura fu una rivelazione. La sua personale interpretazione di Leonardo sarà oggetto del saggio Introduction à la méthode de Léonard de Vinci, apparso nel 1895 sulla Nouvelle Revue. Ma Valéry non ha nessuna intenzione di riproporre l’immagine del Leonardo «dei musei e degli aneddoti». No, il suo è un altro Leonardo: «Quello che io ho conosciuto. Qualche volta lo sono addirittura stato».
Si innesca un processo di identificazione che parte dal modo stesso di essere dell’artista rinascimentale - il suo proporre continuamente nelle opere, negli appunti, negli schizzi e nelle ricerche il finito e il non-finito - per saldarsi al modo di essere dello scrittore, ossessionato, proprio nella scrittura, dall’articolazione problematica del continuo e del discontinuo. Il Leonardo che affascina Valéry è quello dei fogli che riuniscono disegno e scrittura, testo e immagine, il Leonardo dei processi metamorfici che «può costruire un corpo conoscendo le macchine». L’ingegnere che interrompe il progetto di una macchina per schizzare una pianta, che passa da una ricetta medica alla muscolatura di un braccio. Un Leonardo incredibilmente «discontinuo».
Il saggio del 1895 è confluito nel corpus delle opere di Valéry, ma particolarmente illuminante di questo processo di analisi e di identificazione sono gli appunti manoscritti che preludono al saggio, rimasti inediti, e che ora la studiosa Christine Vogel ha trascritto e ordinato, raccogliendoli in un volume (Valéry et Léonard: le drame d’une rencontre) in attesa di pubblicazione. Il manoscritto, illuminante del processo di identificazione letteraria fra l’autore e il suo soggetto, è stato appena presentato a Vinci nel corso del seminario «Paul Valéry e Leonardo da Vinci» promosso dalla Biblioteca Leonardiana, dall’Università di Pisa e dall’Équipe Valéry dell’Item-Cnrs/Ens di Parigi. In questa pagina ne pubblichiamo alcuni stralci.