INDIA

Santoni, asceti, guru dai baffi ramificati, acrobati e saltimbanchi, sadhu. Ma soprattutto cammelli. Dal 13 al 21 novembre, Pushkar, la città bianca del Rajasthan sacra al Dio Brahma, ospita la la fiera attesa per tutto l'anno dai cammellieri del deserto del Thar. Che adornano i loro animali come fossero altrettante divinità: treccine, nastri multicolori, ornamenti in stoffa e anche in metallo.
I cammelli dovranno essere bellissimi, per fare una grande figura nella settimana che precede il plenilunio, esattamente quando comincia ashtmi, l'ottavo giorno del calendario lunare, per durare sino a purnima, il giorno del plenilunio. Arrivando in automobile da Dehli - che dista circa 850 km -, ci si imbatte in una lunga, infinita fila di pellegrini hindu che a piedi, sui carri, pigiati dentro pullman colorati arrivano dal lontano Punjab, Madhya Pradesh, Maharashtra, dal Gujarat e da Delhi e presto si bagneranno nelle acque purificatorie Pushkar Sarowar. Poi, felici e sorridenti, si asciugheranno sulle gradinate dei ghat che circondano le rive del lago, come gli spalti di un grande stadio. Infine, da tradizione, tutti i devoti si ritroveranno al tempio Jagat Pita Shri Brahma Mandir per celebrare la puja, il momento della preghiera, che si svolge al tramonto, quando il lago diventa una favola: petali di fiori galleggiano sull'acqua, si odono i canti dei pellegrini come una nenia. Sacro e profano che si mescolano, come sempre in India, soprattutto in questi giorni.
Cinquantamila capi di bestiame trasformano la città bianca in un enorme accampamento: i cammelli vengono persino fatti correre intorno al campo che ospita le contrattazioni tra i venditori, mentre ai margini sulle bancarelle colme di monili dorati, sahri, e spezie, oltre a statue che rappresentano le divinità, i turisti acquistano souvenir. Non ce ne sarebbe bisogno: Pushkar resta impressa nella mente e nell'anima con i suoi odori «forti», a cominciare dalle sacre vacche che percorrono le vie intorno al lago sfidando i touk touk e le biciclette che mulinano sul selciato alzando nugoli di polvere, ai templi - sono più di mille - sempre affollati, profumati da collane di fiori. E poi, insieme ai cammelli, ci sono i macachi che saltellano dentro e fuori dalle fogne a cielo aperto. Prima si resta storditi, a volte quasi nauseati, ma poi ci si abitua, ci si rilassa, lasciandosi catturare dal fascino di questa città sacra, fuggendo ai venditori di braccialetti, ma accontentando i bambini che offrono per poche rupie quaderni in pelle, o suonano strumenti a corde costruiti con pezzi di latta.
All'alba, poi, ricomincia lo spettacolo dei bagni purificatori sotto un cielo albicocca che lascia incantati. I cammelli, a quell'ora, sono già svegli. Da lontano sembrano una macchia chiara infinita, ma intrufolandosi furtivamente tra gli acquirenti, si possono accarezzare, osservarne la dentatura, e assistere persino alle aste di chi è disposto a pagare cifre da capogiro per gli esemplari più forti e robusti, soprattutto per i maschi. Tra i riti di Pushkar vi è anche quello pittoresco degli aquiloni che i bambini, alla sera, saliti sui tetti delle case bianche, gareggiano a far sventolare più in alto. E poi c'è la cucina - un'altra esperienza forte - rigorosamente vegetariana, da gustare nei ristoranti all'ultimo piano, terrazze illuminate da una luce fioca per non disturbare la tempesta di stelle sopra la testa. La carne resta un sogno proibito: si mangia il riso, le frittelle pakora, contornate da verdure bollite, patate, e pane naan spalmato di burro. Ma se proprio non resistete, «corrompendo» gli infedeli cammellieri del Thar, si può gustare qualche pezzetto di carne di cammello nei falò ai bordi della fiera. Sarebbe però un tradimento.
Informazioni. Per volare in Rajasthan, Jet Airways (www.jetairways.com) da Bruxelles raggiunge giornalmente Dehli e da lì, in automobile, servono circa 10 ore per arrivare a Pushkar con un'automobile a noleggio con autista. Il viaggio può essere organizzato da La Fabbrica dei sogni (www.lafabbricadeisogni.biz, tel. 035.882115, dal 13/11, durata 11 giorni, da 1.940 euro). Specialista su questa destinazione è anche Passatempo (tel.035.403530; www.passatempo.it) che all’India dedica un intero catalogo. Tra gli altri operatori si segnala Hotelplan (www.hotelplan.it). Lungo la strada, si possono fare soste ad Udaipur, Jodhpur, Jaipur, soggiornando nei palazzi dei maharaja, che appartengono alla catena Taj Hotels (www.tajhotels.com). L'ufficio del turismo indiano si trova in via Albricci 9 a Milano (tel. 02.804952).