India, netta vittoria di Sonia Gandhi

Netta vittoria del partito del Congresso e della coalizione Upa, guidati da Sonia Gandhi, sul partito nazionalista indu Bjp. Buon risultato per il &quot;Terzo fronte&quot;. Ma il vero astro nascente della politica indiana è Rahul, figlio di Sonia <br />

Nuova Delhi - Lo scrutinio dei voti elettronici relativi ai 543 seggi della Lok Sabha che venivano rinnovati (due sono di nomina presidenziale) è terminato con la conferma di una chiara vittoria del partito del Congresso e della coalizione Upa, guidati da Sonia Gandhi, nei confronti della coalizione di opposizione Nda coordinata dal partito nazionalista indu Barathyia Janata Party (Bjp).

La ripartizione dei seggi In attesa della comunicazione ufficiale della Commissione elettorale, l’unica valida per stabilire i rapporti di forza fra i partiti, l'emittente Ndtv ha proposto la seguente ripartizione: - Upa 245; - Nda 157; - Terzo fronte 93; - Quarto fronte 33; - Altri 15. Oltre all’opposizione di centro-destra del Bjp, hanno preso quote importanti di voti il Terzo fronte (coalizione di partiti di sinistra e centro-sinistra nata a marzo contro il bipartitismo) disposta ad una alleanza con l’Upa ed il Congresso. Da segnalare infine il Quarto fronte, anch’esso di recente formazione, che riunisce alcune personalità di peso di centro-sinistra dello scenario politico indiano come Mulayam Singh Yadav, leader del partito Samajwadi forte in Uttar Pradesh, e Lalu Prasad Yadav, già potente ministro delle Ferrovie del governo uscente.

L'opposizione ammette sconfitta Il partito della destra nazionalista hindu, il Bharatya Janata Party (Bjp), principale avversario del partito del Congresso di Sonia Gandhi, ha ammesso la sconfitta. Un portavoce del partito nazionalista, ha ammesso la vittoria del Congresso e dei suoi alleati, ai microfoni della televisione NdTv.

L'astro nascente Rahul Il figlio primogenito di Sonia, Rahul, è l’astro nascente della politica indiana, con ogni probabilità la figura destinata a perpetuare la centralità politica della dinastia dei Gandhi. Trentotto anni, somiglia molto al padre, all’epoca speranza dei giovani prima di venire ucciso in un attentato, ed è considerato oggi il JFK o l’Obama indiano. Il giovane Gandhi, l’unico che è riuscito in qualche modo a mettere in ombra la madre in questa campagna elettorale, solo nel 2004 è entrato in politica, accettando il collegio di Amethi, in Uttar Pradesh, storico feudo della sua famiglia. In questi cinque anni non ha brillato per impegno ed eloquenza, tanto che è stato spesso criticato. Ma dopo essere stato nominato da sua madre segretario generale del partito e responsabile della sezione giovanile, Rahul ha avuto come una scossa.

Il forte impegno in campagna elettorale Si è dato da fare più di tutti nella campagna elettorale appena conclusa, contribuendo non poco a far affermare il Congresso nello stato dell’Uttar Pradesh, il più popoloso dell’India. Ha girato l’india in lungo e largo, tenendo comizi in tutto il paese, incontrando gente, fermandosi a dormire e mangiare anche con gli intoccabili. Una grossa mano gliel’ha data sua sorella Pryanka, non candidata, ma che ha fatto la campagna elettorale per Sonia e Rahul, riscuotendo molto successo. Per molti osservatori, doveva essere lei, così simile a nonna Indira, a succedere alla madre. Ma la ragazza ha rifiutato. Almeno per ora.