Indonesia, morto l'ex presidente Suharto

L’ex
presidente è morto a 86 anni dopo essere entrato in coma. Era stato ricoverato tre
settimane fa

Giakarta - L’ex presidente indonesiano Suharto è morto a 86 anni dopo essere entrato in coma. Era stato ricoverato tre settimane fa. L’alto responsabile della polizia Dicky Sondani si è presentato ai giornalisti e ha annunciato: ’Il nostro ex presidente è morto alle 13,10’ (le 7,10 italiane). Poco prima l’equipe sanitaria che aveva in cura l’ex dittatore aveva definito il suo stato ’criticò e aveva poi dato l’annuncio che Suharto era entrato in coma.

Trent'anni di potere quasi assoluto Il generale Haji Mohammad Suharto nacque l’8 giugno del 1921 a Kemusuk Argamulja, in Yogyakarta, nel centro dell’isola indonesiana di Giava. Dopo avere studiato in un’accademia militare olandese e aver fatto parte delle forze coloniali dei Paesi Bassi, durante la Seconda guerra mondiale, fu comandante di battaglione nella milizia militare organizzata dalla Forza giapponese di occupazione. Dopo la dichiarazione d’indipendenza dell’Indonesia nel 1945, le truppe di Suharto combatterono contro il tentativo olandese di ristabilire l’ex colonia.
Nel 1949 attaccò le truppe olandesi Ma la sua fama crebbe notevolmente dopo la decisione di sferrare un attacco a sorpresa alle truppe olandesi a Yogyakarta. L’attacco, che durò solo un giorno, l’1 marzo 1949, fu subito considerato come un simbolo della resistenza indonesiana contro l’Olanda. Negli anni successivi, Suharto fece parte dell’esercito nazionale dell’Indonesia, dispiegato soprattutto a Java. Nel 1959 fu accusato di contrabbando e trasferito alla scuola militare dell’esercito in Bandung, nella parte occidentale di Java. Nel 1962 fu incaricato della divisione di Diponegoro. Durante la guerra indonesiano-malese, Suharto fu comandante della riserva strategica (Kostrad), mentre nel 1965 si schierò all’ala destra dell’esercito che si era diviso in due fazioni.
Il 1965 fu l’anno dell’inizio della sua scalata al potere Suharto condusse un colpo di Stato militare che mise fine al governo di Sukarno e lo portò, l’anno successivo, alla presidenza del Paese. Centinaia di migliaia furono le vittime: secondo alcune stime circa 1,5 milioni di persone persero la vita. Suharto nominò personalmente il 20 per cento dei deputati della Camera, mentre il partito Golkar divenne il favorito del presidente e l’unico riconosciuto legalmente dai funzionari di governo. Tutte le manifestazioni di protesta contro la presunta corruzione degli organi locali furono represse e i manifestanti furono catalogati come criminali.
Rilancio dell'economia Durante il suo mandato, che tenne fino al 1998, Suharto riuscì a stabilizzare la situazione economica dell’Indonesia, stipulò forti alleanze con le potenze occidentali, fu il principale artefice dell’ingresso del paese nell’Asean e, nel 1976, ordinò l’invasione della colonia portoghese di Timor Est.
Nel 1997 le rivolte sociali, poi le dimissioni Dopo molti anni di tranquillità economica, che gli permisero di mantenere l’incarico di presidente, l’inizio della crisi asiatica del 1997 condusse rapidamente il Paese alla rovina, cosa che provocò in Indonesia forti rivolte sociali. Proprio a seguito di queste rivolte, congiuntamente alla perdita del sostegno dell’esercito, Suharto fu costretto ad abbandonare il potere nel maggio del 1998.