Industriali e artigianali le lavanderie in Italia sempre più tecnologiche

Ricerca di Cerved presentata a ExpoDetergo la fiera leader mondiale del settore in corso a Fiera Milano fino al 22 ottobre

Sanità, turismo, ristorazione, famiglie: l’industria del pulito, il grande mondo delle lavanderie, è un business che vale 3,5 miliardi di fatturato all'anno. Un mondo poco conosciuto ma fortemento radico non solo a livello di vita quotidiana quanto di realtà impreditoriale sia sul fronte della costruzione delle macchine che su quello dei servizi che sono in continua evoluzione come dimostra EXPOdetergo International, la fiera leader mondiale del settore in corso a Fiera Milano fino al 22 ottobre.

Un’analisi puntuale di questa realtà è stata presentata da Cerved che fotografa questa realtà e i trend del mercato sul fronte aziendale e su quello dei consumatori che indica la direzione di marcia del settore che punta per la crescita sulle tecnologie d'avanguardia, il rispetto dell'ambiente e i servizi personalizzati. Il made in Italy in questo settore è uno dei più avanzati,ytanto che vengono esportati più del 70% dei macchinari, mentre a livello nazionale sono attive oltre 1.100 lavanderie industriali e quasi 14.000 di quartiere

LAVANDERIE ARTIGIANE: PRESTO E BENE
Che si tratti dell’abito da sposa, di un capo particolarmente delicato, di tessuti pregiati o anche solo di comunissime camicie che nessuno ama stirare, la lavanderia è un servizio di cui nessuno può fare a meno.Presenza fissa di ogni quartiere, sia nelle città che nei piccoli centri, ma anche in tutti i centri commerciali, le tintorie e lavanderie tradizionali in Italia sono in un numero compreso tra 12.000 e 14.000, con una concentrazione maggiore al Nord (sommando Nord-est e Nord Ovest si supera il 50% del totale).

Per cosa ci si rivolge alle lavanderie? Per i pantaloni (59%), i cui tessuti spesso richiedono il lavaggio a secco, le camicie (48%), croce e delizia di ogni casalinga, ma anche gli abiti (38%), probabilmente i più delicati e preziosi.
Si tratta di strutture snelle, che hanno nella gran parte dei casi un solo dipendente, nate in circa il 30% dei casi prima del 2000 e con un numero di macchinari presenti pari a 2,4. Nel 99% delle i macchinari sono di proprietà e nel 71% sono acquistati nuovi. La tecnologia supportare il lavoro (un addddetto con 2,4 macchine di media), anche se il lavoro da fare in termini di innovazione è ancora tanto.

CONSEGNE A DOMICILIO E SERVIZI DI SARTORIA
Lavaggio a secco e ad acqua sono i servizi principali, forniti dalla totalità degli esercizi. Ma oggi l’offerta va oltre. Dal più classico servizio di stiro a mano fino ai servizi di igienizzazione e sartoria (questi ultimi due servizi hanno un’incidenza più elevata della media tra le strutture aperte dopo il 2014), per arrivare al servizio a domicilio (25% su totale campione e 44% tra le aziende con più di 3 dipendenti).
Quasi la metà delle strutture offre la possibilità ai propri clienti di acquistare prodotti di settore, attitudine più diffusa tra gli esercizi di più recente apertura e tra quelle del Nord Est.

IL PULITO RICHIEDE PROFESSIONISTI
Acquistare nuove tecnologie è solo la base per rinnovare la propria attività e renderla competitiva, per questo la formazione professionale è fondamentale: quasi la metà degli intervistati ha partecipato a giornate di aggiornamento professionale organizzate da produttori e e due terzi delle aziende ritiene molto o abbastanza utile l’organizzazione di incontri a tema con produttori e fornitori di attrezzature, accessori e detergenti.

DAGLI ALBERGHI AGLI OSPEDALI
Le lavanderie industriali in Italia sono 1174 e hanno un giro di affari di 1622 milioni di euro. Intorno a loro ruota l’efficienza di settori strategici della nostra economia come la ristorazione, il turismo, la pubblica amministrazione (scuole, ospedali, mense, forze armate). Sono aziende per il 40% localizzate in tre sole regioni: Lombardia (15,7% del totale), Lazio (13,7%) e Campania (11,5%).

Si tratta di realtà che non si occupano solo del lavaggio, ma spesso gestiscono il noleggio di biancheria piana (il 90,7% delle attività ha scelto di investire in acquisto di biancheria) , abiti da lavoro, materassi e guanciali o ancora set sterili per sala operatoria.

Ogni giorno centinaia di migliaia di lenzuola, tovaglie, divise la lavoro vengono trattate, igienizzate, riconsegnate da queste aziende in molti casi super-strutturate (il 59% è costituito da società di capitali) e automatizzate che offrono un servizio chiavi in mano che va dal ritiro della biancheria sporca fino alla riconsegna di quella pulita.

Un settore che, secondo l’analisi di Cerved, potrà trovare opportunità di crescita alla luce del trend positivo del settore turistico in Italia, lo sviluppo di servizi integrati e la maggiore diffusione di dispositivi tessili in ambito sanitario, le sempre più numerose normative in materia di sicurezza che stanno favorendo la diffusione dei servizi di noleggio, trattamento e ricondizionamento degli abiti da lavoro.