Inediti Silone: «In Italia la cultura è troppo ideologica»

Il 2009 è decisamente un anno importante per Ignazio Silone, l’autore di Vino e pane che in vita fu osteggiato, quando non perseguitato, sia dai fascisti che dai comunisti. Poco più di due mesi fa c’è stata la pubblicazione di Bitter Spring. A Life of Ignazio Silone, in assoluto la prima biografia in inglese sull’autore abruzzese, firmata dal professor Stanislao Pugliese e pubblicata da Farrar Straus Giroux con immediato e inatteso successo. Poi, l’altro ieri, ecco la scoperta di due lettere inedite di Silone a Francesco Grisi. «Si tratta di materiale - ha spiegato Pierfranco Bruni, direttore del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” - che riveste una valenza umana e letteraria notevole. La prima delle lettere scritte a mano con la singolare grafia di Silone, risale al 24 luglio del 1957, la seconda è datata 15 marzo 1966. Nella prima, Silone scrive a Grisi che «è piuttosto raro trovare in Italia un critico che sappia leggere e che avvicini un autore senza preconcetti estetici o ideologici». Esce da queste parole tutta l’amarezza dello scrittore che ha subito come pochi altri numerosi torti da parte della critica. In quel periodo Grisi aveva scritto un articolo sulla Fiera Letteraria sottolineando l’importanza letteraria dell’opera di Silone, che nella stessa lettera gli scrisse di essere rimasto «particolarmente sorpreso» del giudizio positivo dato nei confronti della sua opera. La lettera lancia un segnale preciso e fa capire il clima non solo di quegli anni ma anche il fastidio che Silone avvertiva nel momento in cui i giudizi prendevano una piega ideologica. La seconda lettera, invece, è più personale: Silone vi annuncia i primi sintomi della sua «malattia cardiovascolare». Insieme alle lettere di Silone, è stato ritrovato anche materiale inedito di Mario Pomilio - l’appartato autore del memorabile Il quinto evangelio e del delicato racconto Il cimitero cinese - di Diego Fabbri e di Giuseppe Marotta.