Influenza A, allarme Oms: virus mutato in Norvegia, ma antivirali funzionano

L’Oms lancia l'allarme: è stata registrata in Norvegia una
mutazione del virus H1N1 della nuova influenza in tre casi. Poi rassicura: "Il virus resta sensibile agli antivirali". Iss conferma: "Nessun problema per il vaccino"

Ginevra - Tre nuovi casi di persone affette dal virus H1N1 preoccupano l’Organizzazione mondiale della sanità. Da Ginevra l'Oms ha, infatti, fatto sapere che, in Norvegia, è stata registrata una mutazione del virus della nuova influenza in tre casi distinti. Poi, però, rassicura: "Il virus resta sensibile agli antivirali, oseltamivir e zanamivir". Lo conferma il professor Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità: "Nessun problema per il vaccino né per gli antivirali in quanto la mutazione non coinvolge siti virali importanti né per il vaccino né per i farmaci".

Il nuovo allarme dell'Oms "L’Istituto norvegese di salute pubblica ci ha informato di una mutazione rilevata in tre virus H1N1", si legge in una nota dell’Oms. I virus erano stati isolati nei primi due casi mortali di influenza A nel paese e in un paziente gravemente malato. L’Oms ha fatto notare che mutazioni dello stesso tipo erano state riscontrate in Brasile, Cina Giappone, Messico, Ucraina e Usa all’inizio di aprile ma nonostante questo non c’era stata alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte.

La risposta agli antivirali L’Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che il virus con la mutazione osservata in Norvegia resta sensibile agli antivirali, oseltamivir e zanamivir, e che gli "studi mostrano che i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscono protezione". In una nota l’Oms precisa inoltre che gli scienziati norvegesi hanno analizzato campioni provenenti da altri 70 pazienti senza trovare segni della mutazione. "Questo suggerisce che la mutazione non è diffusa nel Paese", osserva l’Oms in una nota.

La conferma dell'Iss "La suscettibilità rimane inalterata - ha spiegato Rezza all’Agi - e lo stesso l’efficacia del vaccino in quanto si tratta di una piccola mutazione che apparentemente conferisce solo una maggiore affinità per i recettori delle basse vie respiratorie, cioè per i polmoni, per cui è stata riscontrata solo in casi ospedalizzati". "Questo suggerirebbe - ha, poi, precisato Rezza - una minore contagiosità di questo ceppo mutante. Infatti prima dei tre casi riscontrati in Norvegia erano stati identificati in diversi Paesi alcuni casi che sono rimasti isolati. E' vero che questa piccola mutazione sembra associarsi a casi più gravi di polmonite ma casi come questi si verificano ormai in maniera sporadica da mesi e non sembrano aver dato luogo ad una diffusione".