Influenza A Fiumicino scatta il corridoio sanitario

Con l’atterraggio di ieri all’aeroporto di Fiumicino del volo proveniente dall’Avana, via Cancun, ieri sono scattate le nuove misure previste dalla circolare del ministero della Salute per i passeggeri che stanno tornando dal Messico. Tra queste la predisposizione di un corridoio «riservato», rispetto a quello utilizzato normalmente dai passeggeri in arrivo; un questionario compilato a bordo e consegnato al personale della Sanità aerea presente alle operazioni; i consigli di cautela con l’invito a sottoporsi per un periodo di sette giorni a sorveglianza sanitaria presso il proprio domicilio.
Queste, in sintesi, le novità introdotte dal ministero della Salute e delle Politiche Sociali in tutti gli scali aerei della Penisola in relazione alla nuova influenza A/H1N1. Dal 2 maggio, data in cui è stata emessa la circolare ministeriale, quello di ieri è stato il primo volo diretto da Cancun, atterrato a Roma, per il quale è stato attivata la procedura di sorveglianza sanitaria: 115 su un totale di 144, i turisti interessati, ovvero che si sono imbarcati nello scalo messicano al termine di un soggiorno di vacanza nella regione dello Yucatan. Pochi quelli che viaggiavano con i bambini al seguito. Gli stessi medici hanno consigliato di non mandarli a scuola per almeno una settimana. «Bene - sorride un bambino di 11 anni - allora vorrà dire che la mia vacanza si protrarrà per altri sette giorni». Ma non sono mancati gli scettici. «Ma che cosa è questa montatura? - sbotta un turista romano - È una settimana che ci stanno condizionando con questa storia, ci hanno quasi rovinato le vacanze, mi sembra un’esagerazione». Giulia, 29 anni, animatrice turistica, non è d’accordo e, in mezzo a un gruppo che ancora indossa la mascherina, riferisce che a tutti i passeggeri poco prima dell’imbarco a Cancun, «è stata misurata la temperatura con appositi termometri digitali».
Al Tribunale civile di Roma, intanto, sono state rinviate alcune udienze perché il giudice era appena rientrato dal Messico. Il giudice ha comunicato di essere appena tornato da un viaggio aggiungendo che, se gli avvocati lo ritenevano necessario, le udienze potevano essere rinviate. Un suggerimento seguito dall’80 per cento dei legali.