Le iniziative educative e culturali offerte al grande pubblico dalla fondazione. Lo stretto rapporto tra conoscenze di base e ricadute pratiche Sigma-tau, cultura e ricerca scientifica L’«Arsenale di Galileo», in corso nello scenario dell’Auditorium P

Nunzia Pagani

Diffondere la cultura e la ricerca scientifica in tutte le forme. É con questo obiettivo che la fondazione Sigma-tau continua a offrire al grande pubblico iniziative educative e culturali distribuendole su tutto il territorio nazionale. Ultimo in ordine di tempo è «L’arsenale di Galileo» che è in corso all’Auditorium Parco della musica di Roma. Si tratta di un cartellone di eventi scientifici, concepiti in collaborazione con il comune di Roma e la Fondazione Musica per Roma, con cui la fondazione Sigma-tau ha voluto raccogliere la sfida del grande scienziato-astronomo, quando questi si rivolgeva ai «Signori filosofi» invitandoli a visitare l’Arsenale di Venezia e a discutere con gli artigiani e gli ingegneri.
Per la Fondazione Sigma-tau si tratta di un grande impegno, confermato anche nella qualità dei relatori coinvolti, tra cui figurano alcuni dei principali scienziati e ricercatori a livello internazionale affiancati da un ricco parterre di artisti della Penisola. In particolare, il primo ciclo di iniziative, battezzato «Lo sguardo sull’Universo. Cervello e cultura», è stato dedicato alle ultime conclusioni della ricerca neuroscientifica e ai contributi che gli studi empirici sul funzionamento del cervello hanno prodotto in termini di comprensione dei processi fisiologici. In pratica quelli che consentono all’uomo la complessa fenomenologie delle esperienze estetiche, emotive, morali, religiose e razionali. Poiché lo scopo del progetto è la valorizzazione culturale e la diffusione sociale della scienza, nella fattispecie della neuroscienza dell’esperienza e del comportamento culturale umano, le iniziative sono articolate in modo da amplificarne la portata e utilizzano diverse formule per facilitarne la fruizione da parte del pubblico e per mostrare lo stretto rapporto tra conoscenze di base e ricadute pratiche. Entrando nel dettaglio, dopo il successo riscosso il 26 aprile da Isabelle Peretz, esperta mondiale nello studio dei disturbi del senso mucicale, e dal compositore Nicola Piovani, il prossimo appuntamento è in agenda domani.
Quando, sempre alle 18 e 30, a calcare le scena dell’Auditorium Parco della musica di Roma sarà Semir Zeki: il professore dell'Università di Londra che ha dedicato venti anni allo studio delle basi neurobiologiche dell’esperienza estetica fino a fondare un nuovo campo di studi che ha chiamato «neuroestetica».
Un lavoro assiduo che ha già catturato l'interesse di numerosi artisti, incuriositi da un approccio che si propone di spiegare come funziona il cervello nei momenti creativi e intenzionati a utilizzare queste conoscenze. La vicinanza alla scienza è peraltro da sempre diffusa tra gli artisti che in alcuni casi hanno anche condotto personalmente ricerche scientifiche: come Leonardo, Piero della Francesca, Brunelleschi, Delacroix, Seurat, Duchamp, Proust, Musil, Mondrian o Valery.