Da «Insidious» a Buffy: un’orgia horror

Dopo avere preparato la vostra zucca sorridente per Halloween ed esservi procurati i costumi adatti da vampiro, zombie, mostro di Frankestein, strega o fantasma, ci sono varie possibilità per entrare nel mondo della festa dei morti mantenendo alto il tasso di brividi. Fra i classici della letteratura da brivido per adulti da tenere sul comodino in questi giorni non possono mancare Molto dopo mezzanotte (che contiene fra gli altri Gioco d’ottobre, dove imparerete quanto può essere pericoloso giocare a «dolcetto e scherzetto» fra marito e moglie) ma anche Il popolo dell’autunno e Paese d’ottobre (tutti editi da Mondadori) di Raymond Bradbury oltre a Freddo nell’anima (Fanucci) di Joe R. Lansdale e Il circo dei vampiri (Gargoyle Books), di Richard Laymon (due romanzi che mostrano quanto paurosa possa essere la vita circense). E se cercate sangue e carne nuova che possa illuminare nel buio le vostre serate non potrete di certo mancare all’appuntamento con alcune letture da incubo che ci danno un’idea dell’evoluzione che sta seguendo la narrativa horror contemporanea.
Partiamo da Angel (Longanesi) di Anne Rice, in cui la regina delle storie di vampiri sceglie, una volta tanto, di abbandonare le ormai logore storie di vampiri per raccontare il mondo degli angeli e di quelli decaduti in particolare mixandolo con quello dei killer professionisti. Sale d’aspetto invase da tormente di neve, bambini autistici che imparano a comunicare con il mondo, gatti rinchiusi in scatole in case abbandonate sono solo alcune delle «storie impossibili» racchiuse dal serbo Zoran Zivkovic nell’antologia Sette note musicali (Tea) dove a risvegliare e a scatenare e svelare l’incubo sono sempre i suoni di carillon, di violini, di piccole bande musicali.
La formula del racconto calza a pennello anche all’italiano Christian Borghetti, astro nascente del new gothic italiano che in Tre volte all’Inferno (Perdisa Pop) mostra di sapersi muovere fra storia e follia fra l’Italia di Fine Ottocento, la Parigi della Bella Epoque e il Medioevo dell’Inquisizione. Una terra dei Carpazi densa di leggende e luoghi mostruosi è invece quella descritta in Terra di uomini liberi (Marco Tropea) di Liliana Lazar che ambienta nel villaggio di Slobozia questa sua terribile storia sulla quale si allungano i fantasmi del regime di Ceaucescu e le leggende che circondano La Fossa dei Leoni, un lago capace di trasformare gli uomini in assassini. È il mare del Nord con le sue inquietudini ad essere quindi protagonista assoluto di Nero oceano (Marco Tropea) dell’islandese Stefàn Màni, storia allucinata di nove marinai che si scontrano durante un viaggio verso il Suriname con i loro incubi personali ma anche con un imprendibile assassino, con pirati ombra e persino con allucinanti creature marine che rimandano all’immaginario di Lovecraft in un romanzo che molto deve anche a Stephen King. Porte fra questo e altri mondi si schiudono invece in due storie per certi versi speculari come Il Male - La porta oscura (Salani) dello spagnolo David Lozano (secondo capitolo di una saga interamente dedicata al rapporto fra il regno dei vivi e quello dei morti) e Il ragazzo dei mondi infiniti (Mondadori) siglato dalla coppia di autori inglesi composta da Nel Gaiman e Michae Reaves (capaci di inviare il loro «camminatore» Joey in mondi dove tutti hanno le ali, la pelliccia da lupo o lamine metalliche al posto della pelle). A Gargoyle Books si deve infine la riscoperta di Magia nera di Marjorie Bowen, romanzo gotico vittoriano ambientato fra Anversa, Basilea e Francoforte che ci racconta le peripezie dell’apprendista mago Dirk Renswoude, occultista che decide di sfidare a suo modo non solo la Chiesa e l’Impero Romano d’Occidente ma anche le più terribili forze della natura.