Gli "insospettabili" difensori della razza

Da Scalfari a Bocca, da Moro a Fanfani Ecco i loro imbarazzanti articoli

A ottant'anni dal varo delle leggi antisemite in Italia, proviamo a offrire un breve repertorio del pensiero di insospettabili apologeti e teoreti del razzismo.

Il diciottenne Eugenio Scalfari, su Roma Fascista, il 24 settembre 1942, alla vigilia di un grande raduno a Venezia delle rappresentanze giovanili di Italia, Germania e Giappone, scrisse: «Il convegno di Venezia ha un significato essenzialmente politico; esso riunisce le forze migliori del Tripartito, quelle che sono depositarie e garanti dell'avvenire delle tre nazioni, quelle cui spetterà il compito gigantesco dell'Impero». Un fattore nuovo della storia del mondo, l'Impero, che il futuro fondatore della Repubblica descriveva come «tenuto insieme da un fattore principale e necessario: la volontà di potenza quale elemento di costruzione sociale; la razza quale elemento etnico, sintesi di motivi etici e biologici che determina la superiorità storica dello Stato nucleo e giustifica la sua dichiarata volontà di potenza».

E il giornalista Giorgio Bocca, sulla Provincia Grande - Sentinella d'Italia, foglio della Federazione fascista di Cuneo, il 14 agosto 1942, così si esprimeva: «Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei? È certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere, con qualunque mezzo, al dominio del mondo. Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell'Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù».

Da parte sua, il giovane Giovanni Spadolini, sulla rivista fiorentina Italia e Civiltà del 15 febbraio 1944, denunciava la crisi progressiva del fascismo, iniziata nel 1936, «sicché esso perse a poco a poco il suo dinamismo rivoluzionario. Si cristallizzò in un partito borioso e pletorico, proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo».

In ambito cattolico, non furono rare le teste d'uovo che professarono idee razziste. Il ventitreenne Giulio Andreotti, sul numero di ottobre-novembre 1942 della Rivista del Lavoro, edita dalla Confederazione fascista dei lavoratori dell'industria, riferiva del Congresso della Società italiana per il progresso delle scienze. Riassumendo la relazione del filosofo del diritto Widar Cesarini Sforza, su «Stato e individuo nell'ordine politico e sociale moderno», il Divo Giulio affermava: «La società viene così concepita come un tutto, un corpo omogeneo, di cui lo Stato costituisce l'organizzazione giuridica trovando nelle finalità supreme della nazione o della razza la giustificazione perentoria della propria autorità, quella giustificazione che è viceversa impossibile trarre dalla società, quando questa è concepita, liberisticamente, come molteplicità di fini e di voleri. Poiché dunque l'autorità, e quindi la giustificazione dell'autorità, ossia di un volere superiore ai voleri individuali, non può essere ricavata da questi ultimi, gli Stati totalitari la ricavano dall'entificazione della società come un tutto, il che permette di dare un ordine unitario alla molteplicità dei voleri e dei fini particolari, e fornisce un criterio di valore assoluto per risolvere i problemi della convivenza sociale».

Significativo il contributo che Aldo Moro forniva all'elaborazione del concetto giuridico di razza, da lui definita «l'elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo della particolarità dello Stato». Nel 1943, il leader democristiano poi rapito e ucciso dalle Brigate Rosse qualificava la guerra come una «tipica realizzazione di giustizia», e aggiungeva: «In definitiva l'anima più profonda della guerra, il suo significato vero, il suo valore, sono in questo suo immancabile protendersi verso l'armonia dei popoli che essa, nella forma provvisoria della lotta, dà opera a costruire. Per questo la guerra può essere grandissima e umanissima cosa; per il suo immancabile anelito verso l'unità e la giustizia, per il suo accettare ogni prova, e quella suprema del sangue, perché la giustizia sia, talché proprio nella guerra della verità universale si afferma il supremo valore, se proprio per realizzarla gli Stati, e cioè gli uomini che sono gli Stati, accettano tutte le prove e tutti i dolori».

Amintore Fanfani, più volte segretario della Dc e primo ministro, in un suo libro del 1941, illustrava «il problema della difesa della Razza come necessità biologica e come fatto spirituale di fronte all'urgente necessità di distruggere quel fenomeno dell'ebraizzazione che dall'unità d'Italia in poi dilagò in tutti i campi della cultura, della economia, della politica».

E mentre la futura medaglia d'oro della Resistenza Paolo Emilio Taviani redigeva uno studio intitolato Come il nazionalsocialismo risolve il problema classista, un altro partigiano bianco, Benigno Zaccagnini, segretario dello Scudocrociato dal 1975 all'80, l'11 febbraio 1939 firmava, sull'organo del Gruppo universitario fascista di Ravenna, un articolo contro il meticciato. L'onesto Zac definiva la razza come «un termine intermedio e di legame tra l'individuo e la specie, ossia fra due termini opposti di ordine massimamente particolare l'uno e di ordine sommamente unitario e generale l'altro; intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dar fra loro incroci fecondi». Ne derivava una dura condanna della mescolanza tra etnie, considerata «un tentativo di rompere l'equilibrio nella direzione di una eccessiva dilatazione dei confini razziali». Zaccagnini aggiungeva: «I pericoli e i danni del meticciato sono innanzitutto di ordine genetico», e si manifestano nella «comparsa di figli notevolmente disarmonici e portatori di più o meno gravi squilibri genetici». Infine: «Il meticcio, per il suo carattere intermedio fra le razze d'origine, viene da entrambi i genitori riguardato in genere come qualcosa di estraneo e finisce per crescere fuori da ogni ambiente come un reietto o un rifiuto per tutti. Ciò si risolve da un lato in un grandissimo rallentamento di ogni vincolo familiare e dall'altro in un'assoluta mancanza di educazione morale e intellettuale di questi infelici, non solo, ma in una continua eccitazione dei loro più bassi istinti (odio, vendetta, furto) da parte di un ambiente universalmente ostile».

Scioccante il giudizio di entusiastica approvazione espressa da un giovanissimo Carlo Lizzani, futuro regista comunista, riguardo a Süss l'ebreo («film ottimamente riuscito»), di Veit Harlan, concentrato di puro veleno ideologico. Si tratta, infatti, della tristemente celebre pellicola del Terzo Reich, voluta dal ministro della Propaganda, Joseph Goebbels, ed eretta a simbolo del razzismo di quel regime, tanto da incitare all'assassinio in nome della purezza etnica.

Il critico cinematografico Morando Morandini, nel 1942, su Gioventù Lariana, foglio della Gil (Gioventù italiana del littorio), si dichiarò a favore dell'eugenetica, allo scopo di «salvaguardare e migliorare sul piano biologico, qualitativo, estetico la fisionomia del popolo italiano, risanando ambienti e individui, potenziando i caratteri ereditari validi, cercando di modificare o di eliminare quelli tarati o patologici per ricondurre ad una unità e individualità organica le caratteristiche etniche e morali della Nazione e per restituire alla razza la totale responsabilità storica del suo destino».

Commenti
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LEONE412003

Dom, 26/08/2018 - 10:43

I GRANDI VOLTAGABBANA L'ARTICOLO EVIDENZIA- SE CE NE FOSSE BISOGNO- LA FACCIA TOSTA DI MOLTI PERSONAGGI FAMOSI DEL SECONDO DOPOGUERRA, TUTTI "DEMOCRATICI" E ANTIFASCISTI,CHE HANNO COMANDATO IN ITALIA.... FANFANI, MORO, ZACCAGNINI, TAVIANI, ANDREOTTI, SPADOLINI... E QUESTI SAREBBERO I NUOVI "PADRI DELLA PATRIA"?! HANNO SEMPLICEMENTE ALLUNGATO LA CAMICIA NERA FINO A COPRIRE LE SCARPE, A MO' DI TONACA.

killkoms

Dom, 26/08/2018 - 14:49

tutti fascisti devoti fino al '43!

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Menono Incariola

Dom, 26/08/2018 - 14:51

Be`... come minimo e` INTERESSANTE.... Forse che erano tutti piu` giovani, e magari ragionavano meglio, ma mi sembrano piu` sincere queste frasi di quelle con contorcimenti carpiati che sono abituato a sentire ad oggi da parte di quelli che sono rimasti...

Lotus49

Dom, 26/08/2018 - 14:55

Non so perché, mi viene in mente Asia Argento. Comunque, l'articolo di Bocca è tra i migliori e più lucidi che abbia mai scritto.

amedeov

Dom, 26/08/2018 - 14:56

Aveva ragione churchill: prima del 43 tutti fascisti, dopo il 43 tutti compagni

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mortimermouse

Dom, 26/08/2018 - 15:06

come si capisce bene il perchè non si pul proprio votare per la sinistra! ma i babbei comunisti e grulli, durissimi di capa, ottusissimi oltre ogni limite, invece attaccano berlusconi, pur di non attaccare il PD, il principale colpevole di ogni infamia perpetrata sugli italiani da oltre 20 anni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mike60

Dom, 26/08/2018 - 15:20

Grazie per avere pubblicato questo articolo, grazie per averci ricordato i nomi di certi personaggi che poi si sono rifatti una verginità politica, anche nella democraticissima sinistra.

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angie14

Dom, 26/08/2018 - 15:33

ma lo abbiamo sempre saputo i razzisti veri e propri sono i radical chic che predicano bene...eccome se predicano, ma poi, come la Boldrini, entrano sulla diciotti con calzari e guanti, solo al fine di fare "passerella"... il PD è la vera feccia dell'Italia. Salvini, avanti così!

Yossi0

Dom, 26/08/2018 - 15:37

ma quali insospettabili, semmai opportunisti; basta guardare le fotografie di piazza venezia dove si inneggiava al duce; poi come al solito gli italici si alleano sempre con riserva cioè osservano la forza dell'alleato, e cambiano subito campo in coerenza con la lealtà; infatti il grande Montanelli sosteneva che abbiamo iniziato due guerre con un alleato per terminarle alleati con il nemico iniziale ... è tutto dire.

DemetraAtenaAngerona

Dom, 26/08/2018 - 15:41

Errare è umano perseverare è diabolico. Poi purtroppo c'è anche chi è umano e diventa diabolico ad esempio Mussolini che da giovane antimilitarista e socialista figlio di un padre anarchico insurrezionalista che gli aveva dato il nome di Benito per onorare il nome di Benito Suarez, rivoluzionario sud americano, con Nenni ecc rovescia una carrozza di un treno in partenza per una guerra coloniale giolittiana, poi si dimentica di tutto questo e fa delle leggi razziali per l'Africa orientale e per la Libia, non contento nonostante alla Marcia avessero partecipato degli ebrei, per lungo tempo avesse avuto un amante ebrea...fa le leggi razziali nel 38 e poi Risiera di San Sabe e Fossili...MEGLIO I PRIMI.

polonio210

Dom, 26/08/2018 - 15:43

1 Parte)Senza dimenticare la fervida collaborazione al fascismo del meglio della cultura italiana: Giorgio Vecchietti, Nicola Abbagnano, Mario Alicata, Corrado Alvaro, Cesare Angelini, Giulio Carlo Argan, Riccardo Bacchelli, Piero Bargellini, Arrigo Benedetti, Carlo Betocchi, Romano Bilenchi, Walter Binni, Alessandro Bonsanti, Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Enzo Carli, Emilio Cecchi, Luigi Chiarini, Giovanni Comisso, Gianfranco Contini, Galvano Della Volpe, Giuseppe Dessì, Enrico Emanuelli, Enrico Falqui, Francesco Flora, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Bruno Migliorini, Paolo Monelli,

polonio210

Dom, 26/08/2018 - 15:44

2 Parte)Eugenio Montale, Carlo Muscetta, Piermaria Pasinetti, Cesare Pavese, Giaime Pintor, Vasco Pratolini, Salvatore Quasimodo, Vittorio G. Rossi, Luigi Russo, Luigi Salvatorelli, Sergio Solmi, Ugo Spirito, Bonaventura Tecchi, Giovanni Titta Rosa, Giuseppe Ungaretti, Nino Valeri, Manara Valgimigli, Giorgio Vigolo, Cesare Zavattini. Musicisti come Luigi Dallapiccola e Gianandrea Gavazzeni. Artisti come Amerigo Bartoli, Domenico Cantatore, Pericle Fazzini, Renato Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Camillo Pellizzi, Aligi Sassu, Orfeo Tamburiscordare il premio Nobel per la letteratura Dario Fo arruolatosi nella G.N.R.

DemetraAtenaAngerona

Dom, 26/08/2018 - 15:44

Errare è umano perseverare è diabolico. Poi purtroppo c'è anche chi è umano e diventa diabolico ad esempio Mussolini che da giovane antimilitarista e socialista figlio di un padre anarchico insurrezionalista che gli aveva dato il nome di Benito per onorare il nome di Benito Suarez, rivoluzionario sud americano, con Nenni ecc rovescia una carrozza di un treno in partenza per una guerra coloniale giolittiana, poi si dimentica di tutto questo e fa delle leggi razziali per l'Africa orientale e per la Libia, non contento nonostante alla Marcia avessero partecipato degli ebrei, per lungo tempo avesse avuto un amante ebrea...fa le leggi razziali nel 38 e poi Risiera di San Sabe e Fossoli.MEGLIO I PRIMI.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Dom, 26/08/2018 - 15:47

l'imperativo è accogliere

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Dom, 26/08/2018 - 16:12

Poi però si sono ravveduti , il problema siete voi che continuate imperterriti , quando vi ravvederete sarà sempre tardi.

un_infiltrato

Dom, 26/08/2018 - 16:27

Quando la Storia provoca il vomito.

Ritratto di euklid

euklid

Dom, 26/08/2018 - 16:41

Vi siete dimenticati Pietro Ingrao e il repubblichino, premio nobel, Dario Fo. Tutti questi signori hanno due cose in comune: sono stati sempre dalla parte sbagliata, sia prima che dopo il fascismo, e sono stati sempre dalla parte del potere ossia dalla parte dove la mangiatoia era più bassa.

ClioBer

Dom, 26/08/2018 - 16:48

Da sghignazzare da mane a sera, per settimane e settimane... ma che dico, per tutti gli anni a venire, sino al fatidico "ultimo giorno".

Cheyenne

Dom, 26/08/2018 - 17:17

SI SA CHE I MIGLIORI COMUNISTI ITALIANO ERANO TUTTI RAZZISTI E FASCISTISSIMI

ciruzzu

Dom, 26/08/2018 - 17:39

Perche non avete aggiunto anche Napoletano?"«L’Operazione Barbarossa civilizza i popoli slavi: dato che il nostro sicuro Alleato [è] lanciato alla conquista della Russia vi è la necessità assoluta di un corpo di spedizione italiano per affiancare il titanico sforzo bellico tedesco, allo scopo di far prevalere i valori della Civiltà e dei popoli d’Occidente sulla barbarie dei territori orientali.» (GIORGIO NAPOLITANO, in “BÒ”, giornale universitario del GUF di Pa- dova, Luglio 1941).

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 26/08/2018 - 17:52

Aveva ragione Churchill a dire dopo il 25 luglio 1943: "gli italiani sono novanta milioni, 45 milioni di fascisti e 45 milioni di antifascisti.

roberto.morici

Dom, 26/08/2018 - 17:53

@marino.birocco (16,27). Non crede che sia stato troppo facile, e troppo scontato, ravvedersi dopo?

diesonne

Dom, 26/08/2018 - 18:56

diesonne la storia si legge nel contesto in cui si svolgono gli eventi e non con senno di poi :

Ritratto di gattomannaro

gattomannaro

Dom, 26/08/2018 - 19:13

@DemetraAtenaAngerona - 15:44 Mi permetto di correggere il suo lapsus: Benito 'Juarez', non 'Suarez'. Dal momento che intervengo (e senza riferimenti al suo post), approfitto per estendere un concetto sui tanti 'antifascisti' del 26 aprile, (pochini quelli del 24 luglio): quando qualcuno (praticamente tutti) affermerà che 'in casa mia tutti antifascisti da sempre', ebbene a costui/costoro va suggerito di riguardarsi l'album delle foto di famiglia; quella macchiolina sul bavero della giacca buona del papà, del nonno o del bisnonno, non è un difetto della foto o il distintivo della Polisportiva-Sezione-Pesca. Al 99 su 100 si tratta della 'cimice', modo ironico per definire il distintivo del PNF.....

killkoms

Dom, 26/08/2018 - 19:48

ci sarebbe anche benigno zaccagnini,che scriveva articoli su "santa milizia" (periodico della mvsn di ravenna) su razza e dittatura,assieme a tale giuseppe d'alema!

Ritratto di Friulano.doc

Friulano.doc

Dom, 26/08/2018 - 20:23

Cose sapute, risapute e ovviamente sottaciute. Erano tutti fascisti, poi cambiano casacca.

nunavut

Dom, 26/08/2018 - 20:37

Pensavo che solo la Francia avesse avuto LES GIROUETTES NATIONALES,ora mi rendo conto che ne esistono a bizzeffe pure sul suolo italiano. Che vergogna !!

DemetraAtenaAngerona

Dom, 26/08/2018 - 21:16

@gattomamnaro Album di famiglia...non propriamente la mia...ma vicina…”ah ecco questo è mio nonno mi dice” ehi dico io ma quella è una “cimice”...e i miei nonni? Gli zii, le zie? Cimici no, ma...Certo, è vero, se si voleva lavorare… ma il consenso convinto c'era, se penso all’immagine dell’entusiasmo con cui viene accolta la proclamazione di guerra. C’erano i soft, i middle e gli hard, certo è vero le voci contrarie erano state zittite ma i comandamenti no...eppure..e l’albero genealogico? Meglio non esplorare...ma gli uomini non sono formiche rosse o nere o di un altro colore immutabile con nel DNA una legge comportamentale del pensiero e dei sentimenti...sono persone in cammino...e possono elaborare un “mondo d’amore”.

Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Dom, 26/08/2018 - 21:27

Questi pessimi maestri sono sempre stati lupi molto bravi a cambiare subito il pelo! I kompagni sono dei veri esperti in queste operazioni di trasformismo!

moichiodi

Dom, 26/08/2018 - 21:47

Riesumare è lo sport estivo del giornale. A proposito, ancora nemmeno un articolo sulla Fallaci.

carloalberto73

Dom, 26/08/2018 - 22:37

Non mi sembra che i brani di Giulio Andreotti e Aldo Moro citati da Roberto Festorazzi siano un'apologia del razzismo mussoliniano. Andreotti stava facendo una recensione di una conferenza sullo Stato come inteso ai suoi tempi. Moro stava parlando della guerra in genere. Se invece vogliamo cercare le tracce di alcuni razzisti fascisti poi convertiti sulla via di Mosca, possiamo citare Enzo Santarelli, docente universitario di storia nonché militante comunista, il quale da giovane era stato membro delle organizzazioni giovanili e universitarie del fascismo e collaboratore de “La difesa della razza” di Telesio Interlandi e de “La vita italiana” di Giovanni Preziosi (i principali esponenti del razzismo fascista), il che tuttavia non gli ha poi impedito di assurgere a una cattedra universitaria con la benedizione del Pci.

killkoms

Lun, 27/08/2018 - 21:47

@carloalberto73,ci metta pure bocca!

DemetraAtenaAngerona

Mar, 28/08/2018 - 11:57

@gattomannaro...e possono elaborare un “mondo d’amore”, un altro mondo, un altro pensiero, altri sentimenti, elaborati in segreto, tra pochi amici, da vecchi libri, dalla ragione e da altri mille percorsi umani, e così scopri che nella tua numerosa famiglia che come tutte ha due rami scopri a conferma di quello che ti era stato detto il libro delle elementari della nonna, lo apri e vedi la faccia del Re (immeritatamente immacolata) poi quella del Duce e con un calligrafia infantile la copre un insulto.*****