Arrivano i leninisti della terza Repubblica

Anche il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica avviene con la comparsa di un movimento collettivo: il Movimento Cinque Stelle di Grillo

Le grandi formazioni religiose e politiche non sorgono attraverso riforme, accordi razionali, ma attraverso movimenti collettivi che maturano in modo sotterraneo ed esplodono inattesi. La scienza politica ufficiale storce la bocca davanti a queste mie affermazioni. Perché non ammette che la storia venga plasmata da sommovimenti emotivi. Eppure nel secolo scorso il comunismo, il fascismo, il nazismo, il maoismo, hanno riplasmato la geografia politica del mondo con le loro ideologie e le loro passioni.

Ma cos'e un movimento collettivo? È la nascita di una nuova comunità politica o religiosa. La gente si raccoglie attorno a un capo e vive una straordinaria esperienza di solidarietà, fratellanza, fede, entusiasmo e il sogno di rinnovare il mondo. Rifiuta i poteri costituiti statali e non statali. I suoi membri sono uniti dallo stesso modo di pensare, hanno un comune nemico e una grande capacità di autorganizzazione. Di solito adorano il loro capo carismatico cui possono restare fedeli perfino per tutta la vita.

Anche in Italia i grandi cambiamenti sono avvenuti sotto la spinta di movimenti collettivi. Il Movimento di liberazione nazionale da cui è nata la Repubblica, il '68, ma anche il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica fra il 1989 e il 1994 quando sono apparsi la Lega nord e Forza Italia. Questi movimenti sorti dal nulla sono andati subito al potere lasciando stupefatti e increduli i politici e i giornalisti dell'epoca. Costoro ne aspettavano la rapida scomparsa, invece hanno generato due partiti che esistono tutt'ora.

Anche il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica avviene con la comparsa di un movimento collettivo: il Movimento Cinque Stelle di Grillo. Questo movimento è molto più solido di quanto immaginano oggi numerosi giornalisti e politici. Oltre una grande capacita di trascinamento ha una ideologia che ricorda l'anarchismo e il leninismo del primo novecento: rifiuto della delega, democrazia diretta, abolizione dei partiti, dei sindacati e di molte istituzioni statali. Sarà perciò molto più difficile la sua integrazione nella democrazia parlamentare.

Commenti
Ritratto di rapax

rapax

Lun, 04/03/2013 - 16:31

ci dimentichiamo anche dei movimenti sotterranei in genere lobby che furono alla base dell'accensione della miccia di detti movimenti, la massoneria/Cagliostro: rivoluzione francese, la società Tule per il nazismo, ecc

Ritratto di Massimo Scalfati

Massimo Scalfati

Lun, 04/03/2013 - 17:31

OK per Alberoni. Gli argomenti di quest'articolo riprendono gli scritti di Alberoni intitolati "Statu nascenti" (ed. Il Mulino 1968) e "Movimento e istituzione. teoria generale" (ed. Il Mulino 1977 e 1981). Sono scritti in un'ottica weberiana (ed anche un poco paretiana), che all'epoca mi sono piaciuti. Trattano dei processi collettivi che Weber aveva indicato come "la potenza rivoluzionaria specificamente creatrice della storia". Ben vengano i cambiamenti nel personale politico. In caso contrario (cioè di una cristallizzazione delle élites al potere per troppo tempo) si verifica il "blocco nella circolazione delle élites" di cui parlava Pareto e che è la causa delle rotture rivoluzionarie (leggiamo anche Gino Germani che fu il mio Maestro a Napoli).

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 04/03/2013 - 18:05

Miei "geniali" scrittori non avete capito l'antitesi e l'anali figuratesi se riuscite o riuscirete mai a fare sintesi; è pur vero che se solo fosse vero che Dio esiste anche l'uomo esiste! Questo movimento ha la pancia per Dio e non dico cose astratte ma il loro comportamento è chiaro; voi forse ricorderete le assemblee del sessantotto quindi di cosa parlate? Gente che non conosce Dio e men che meno l'uomo ma seguono un filo conduttore che sa di religione; noi siamo nel giusto tutti gli altri hanno torto! Analizzate fin che volete ma io conosco gli uomini ed il veleno che hanno inoculato se non ci sbrighiamo a fare loro una bella lavanda gastrica e salvarli se vorranno essere salvati; altrimenti bastonate se vi pare!

pgbassan

Lun, 04/03/2013 - 19:51

Forza Italia è nata come movimento che riempiva il vuoto creato ad arte dai magistrati tesi a preparare la strada ai comunisti. Per fare barriera e riproporre i valori dell'occidente. La Lega Nord nasce con un progetto ben preciso. Il M5S nasce come fenomeno distruttivo: "l'anarchismo e il leninismo del primo novecento: rifiuto della delega, democrazia diretta, abolizione dei partiti, dei sindacati e di molte istituzioni statali". Solo macerie. E la costruzione? Il progetto?... Povera Italia. Macroregioni e meno Europa dei burocrati e banchieri.

Ritratto di giubra63

giubra63

Lun, 04/03/2013 - 20:22

la Storia non insegna niente, ogni volta che c'e' una crisi economica cosi' devastante i cittadini frustrati dai partiti che non hanno capito cosa significa la fame,la disoccupazione, la disperazione di affidano a personaggi discutibili ma efficaci nella comunicazione: se uno ha fame non gli importa chi vota sia che si chiami hitler,mussolini,grillo-casaleggio,chavez,peron.. oppure chi va al potere lenin,mao,castro,pinochet,robespierre ecc., PURTROPPO!! basta leggere i discorsi di hitler prima della presa di potere che si lanciava contro i partiti per capire che le invettive di grillo sono copiate dal criminale nazionalsocialista o i proclami di mussolini del 1921-1922. In parole povere la fame e' brutta cosa, e la gente prima si gonfia lo stomaco poi pensa alla liberta'.

pgbassan

Lun, 04/03/2013 - 20:28

Forza Italia è nata come movimento che riempiva il vuoto creato ad arte dai magistrati tesi a preparare la strada ai comunisti. Per fare barriera e riproporre i valori dell'occidente. La Lega Nord nasce con un progetto ben preciso. Il M5S nasce come fenomeno distruttivo: "l'anarchismo e il leninismo del primo novecento: rifiuto della delega, democrazia diretta, abolizione dei partiti, dei sindacati e di molte istituzioni statali". Solo macerie. E la costruzione? Il progetto?... Povera Italia. Macroregioni e meno Europa dei burocrati e banchieri.

Prameri

Lun, 04/03/2013 - 23:25

Bersani ha chiesto a Grillo: "Dica quello che vuol fare. Altrimenti tutti a casa, lui compreso". In realtà il programma di Grillo c'è già da tanto, scritto on line. Tutti possono leggerlo. Per certi versi è un programma chiaro per altri versi appare ostico agli altri due contendenti, Berlusconi e Bersani. Perché toccherebbe pesantemente, alla ventura, senza rete protettiva, consolidati interessi e tradizionali equilibri e privilegi di moltissime persone. Per altri versi ancora minaccia trattati internazionali e la logica di altri esperti di tecnologia e organizzazione sociale. Vedremo come andrà in futuro. Visto che le guerre e i movimenti si sa come iniziano ma non come vanno a finire. Quando le brigate rosse iniziarono la loro rivoluzione molti pensarono che avrebbero vinto. Non andò così. Ora Grillo, semplicemente, vuole battere Bersani e dare addosso al suo forte antagonista, Berlusconi. Vediamo quanto riuscirà a cambiare l'Italia.

Ritratto di dlux

dlux

Mar, 05/03/2013 - 09:38

Vorrei attirare la vostra attenzione su un ragionamento un po' più terra terra. Facciamo finta che, all'indomani del passo indietro di Berlusconi, il PDL decida, per rispetto del mandato conferito dagli elettori, di passare all'opposizione e che, sempre allo scopo di rimanere nell'alveo tracciato dalla volontà popolare di centro-destra, decida di opporsi al macello preparato da arte dal norcino Monti e costringa il burattinaio Napolitano ad indire nuove elezioni. Ora racconteremmo un'altra storia...Tuttavia, si sa, con i "se" e con i "ma" non si va da nessuna parte. Però una cosa è certa, il movimento di Grillo è figlio dello schizofrenico comportamento del PDL...

Bianchetti Andreino

Mar, 05/03/2013 - 10:02

Anche i movimenti collettivi spontanei underground hanno, dopo tutto, i loro "padri e padroni". L'appartenenza non si elimina, nè si distrugge. L'idea o il progetto di qualcuno non possono rimanere orfani; chi li approva e li vota cerca sempre la carta d'identità dell'inventore(i). Voglia o non voglia, la parte emotiva di questi movimenti si spegne strada facendo e resta, per qualche tempo, quella razionale. Trincerarsi dietro un partito o fare quadrato attorno alle proprie idee, aspettando l'avversario passare "morto" sul fiume della storia contemporanea, è la logica più elementare che tutti i "capi" sono portati ad usare nel dopo elezioni. Resistere ai compromessi diventa una volontà dei "capi", più che un credo dei seguaci, tanto più se quest'ultimi sono alle prime esperienze. La "pacchetta" sulla spalla diventa allora, qualcosa di "sacro" da rispettare, un "giuramento segreto" da onorare, una promessa da mantenere.

ben39

Mar, 05/03/2013 - 10:26

Analisi come al solito giusta di Alberoni anche se io la rivoluzione democratica dei grillini la descriverei come 'primavera italiana' ispirandomi a quella araba dei mesi scorsi e non mi stuperei se anche a Roma, dopo inutili tentativi pacifici di formare un governo, nascesse una piazza simbolo della rivoluzione come quella di Tahrir al Cairo.

ben39

Mar, 05/03/2013 - 10:26

Analisi come al solito giusta di Alberoni anche se io la rivoluzione democratica dei grillini la descriverei come 'primavera italiana' ispirandomi a quella araba dei mesi scorsi e non mi stuperei se anche a Roma, dopo inutili tentativi pacifici di formare un governo, nascesse una piazza simbolo della rivoluzione come quella di Tahrir al Cairo.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Mar, 05/03/2013 - 11:11

Mi sembra che di questo passo facciamo la fine del Cile perché se è vero che Allende fu eletto democraticamente, quando non ebbe più la maggioranza per il mancato appoggio D.C. cntinuò ancora ad affamare la Gente; sono incorreggibili! Altro che movimento di Piazza; prima che avvenga, non lo auguro, ci dovrebbe essere QUalcuno che prenda tutti, ma proprio tutti per le orecchie ed a casa; comici, cantanti e suonatori ed allora sarebbe un bel risparmio! Diciamo che non me lo auguro ma preferisco non metterci la mano nel fuoco perché di questo passo andiamo in miseria nera! E Questi si preoccupano solo di fare fuori Berlusconi; che Gente di poco conto!

Ritratto di rapax

rapax

Mar, 05/03/2013 - 12:33

giubra63 esatto basta leggere il mein campf e la critica dura al sistema politico della germania di allora era identico ai proclami di Grillo, ciò non vuol dire che grillo sia nazista, ma che tutti i movimenti di protesta che possono anche degenerare nascono su presupposti uguali: il disagio sempre più incomtrollabile del popolo, cosa che la democrazia bolsa e privileggiata molto spesso sottovaluta o non legge.