L’amara solitudine del Grillo

Grillo non ha creduto all'importanza dei rapporti umani personali, delle emozioni, dalla vita in comune

Nel libro Psicologia delle masse a analisi dell'Io, Freud spiega che le folle, le masse e i partiti si formano quando tutti si identificano con una sola persona, il capo. Dopo di che si identificano orizzontalmente fra di loro. Molti sociologi ancora oggi spiegano in questo modo la formazione dei movimenti collettivi. Questo modello sembra tagliato su misura per il Movimento Cinque Stelle, dove Grillo è il capo carismatico, l'unico ammirato ed amato da tutti i suoi seguaci, che comunicano continuamente fra di loro e con lui attraverso il web.

Ma la teoria di Freud è sbagliata e non può spiegare il formarsi di strutture sociali durature. Lo dimostra il fatto che milioni di persone possono identificarsi con un divo (attore, cantante o calciatore) ma poi non formano una comunità. Il movimento collettivo che genera un partito, invece, si forma dal confluire di migliaia di persone che si incontrano, discutono, si abbracciano, si amano e, animati da una fede ardente, progettano una società futura. Essi si riconoscono nel capo carismatico perché dà voce alle loro speranze, ai loro sogni. Egli vive in mezzo a loro. Sceglie fra di loro i suoi più stretti collaboratori, i suoi ufficiali e, insieme, coloro che potranno poi diventare parlamentari o ministri.

Grillo invece non ha creduto all'importanza dei rapporti umani personali, delle emozioni, dalla vita in comune. Ha puntato sul web. L'unico contatto fisico con i suoi militanti lo ha avuto sulle piazze e nello Tsunami tour. E, nel corso degli anni, non ha raccolto attorno a sé dei luogotenenti capaci e fedeli con cui organizzare il movimento. I suoi militanti hanno eletto i parlamentari col computer, senza conoscerli. E neppure lui li conosce, non sa chi siano, non se ne fida.

Grillo, nonostante abbia migliaia di seguaci, è assolutamente solo, senza nemmeno un gruppo di amici competenti e fidati che lo aiutino a gestire il partito e ad avere rapporti con il resto del sistema politico. È perciò costretto ad occuparsi di tutto e di tutti, correndo da una parte all'altra. Finché potrà.

Commenti
Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Lun, 24/06/2013 - 15:24

egregio dottore ,ogni lunedì la leggo sul cartaceo , ma oggi non sono uscita . ha ragione quando dice che Freud ha sbagliato , ma per il resto non concordo per un motivo semplice . i partiti si formano , esprimono idee che possono piacere . quella che piace di più è il partito che andrò , forse , a votare . grillo ha avuto un merito , anche se passeggero , di dire in faccia a voce piena niente di più di ciò che l GENTE ESASPERATA AVREBBE VOLUTO DIRE MANON POTEVA DIRLO , un po' per vigliaccheria , e molto per paura . già paura , il nostro paese non è un paese sicuro , anzi , se pesti troppo i piedi se ti va bene vai in galera con la condizionale .anche i suoi seguaci come lei li chiama , hanno visto l'affare , lui li ha espulsi ? e chi se ne frega , per intanto stanno lì , e caro dottore , non sono nemmeno molto intelligenti . io non faccio parte di nessun gruppo , perché sono libera , sia nei movimenti che nel pensiero , e non mi piace obbedire solo perché l'ha detto il capo , se la cosa è sbagliata se ne discute ma alla fine voglio la correzione , la logica . nei partiti , nei movimenti si obbedisce e basta e se non ti va bene vattene . grillo credeva di essere ancora a livello stalinista , in considerazione che il più stalinista italiano , ha fatto il colpo di stato , mettendo monti a capo di un governo pagliaccio , non indicendo le elezioni come avrebbe dovuto , altrimenti avrebbe vinto non uno di sinistra , e caspita , vorrai mica scherzare , bersani un altro capo che non ha capito niente , Berlusconi è stato un capo carismatico , ma era troppo per i piccini moralisti , e allora dagli al capo , inventiamoci persino le accuse . va bene così, vede sono troppo vecchia per scappare da questo paese infame . auguri a lei

guidode.zolt

Lun, 24/06/2013 - 17:13

Il problema non è Grillo, ma i suoi seguaci, che sembrano gli adepti di una setta religiosa. Che lui facesse del populismo l'avevano capito anche i polli, ma non quelli che lo seguono...!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 24/06/2013 - 20:10

Fra poco non sarà più solo,si profila una bella alleanza tutta vermiglia.

Giorgio1952

Gio, 27/06/2013 - 15:37

Caro Alberoni ma si parla di Grillo o di Berlusconi? Lei dice che nel libro "Psicologia delle masse a analisi dell'Io" Freud spiega che le folle, le masse e i partiti si formano quando tutti si identificano con una sola persona, il capo. Dopo di che si identificano orizzontalmente fra di loro, ma questo è quello che fa Berlusconi .... ma solo con le donne, tranne la Santanchè!!! Questo modello sembra tagliato su misura per il Movimento Cinque Stelle, dove Grillo è il capo carismatico, l'unico ammirato ed amato da tutti i suoi seguaci; forse voleva dire tagliato su misura per il PDL già FI, dove Berlusconi è il capo assoluto, ammirato da una parte (colombe) e odiato dall'altra (falchi). Grillo invece non ha creduto all'importanza dei rapporti umani personali, delle emozioni, dalla vita in comune. Ha puntato sul web, ecco è questa l'unica differenza perché Berlusconi signore un pò all'antica il contatto umano lo cerca ancora (con le donne) ma forse fa come l'anziano della barzelletta che va dal dottore, dicendo che rincorreva le fanciulle ma poi non si ricordava il perché, la metto sullo stesso piano in cui Berlusconi mette la politica, l'ha resa una barzelletta a furia di raccontarne. Ultima similitudine tra i due Grillo, nonostante abbia migliaia di seguaci è assolutamente solo, senza nemmeno un gruppo di amici competenti e fidati a parte l'autista e Casaleggio, lo stesso vale per Berlusconi è un uomo solo e malato, perché come ha detto la ex moglie nessuno dei suoi colleghi lo aiuta, questo vuol dire che non sono veri amici, le uniche persone che gli sono vicine sono quelle che battono cassa o quelle che hanno provato un vero sentimento d'amore come la Minetti. Perciò è costretto ad occuparsi di tutto e di tutti, correndo da una parte all'altra. Finché potrà poi resterà solo, perché questo è il destino di colui che cade in disgrazia tutti lo abbandonano e sono pronti a dargli contro, mi ricorda qualcuno che fu anche lui protagonista di un ventennio alla grande con i suoi slogan faremo, spezzeremo, cambieremo e conquisteremo il mondo. Mi pare la stessa filosofia berlusconiana, aveva un partito ai minimi storici e chiedeva il 51% agli elettori, il protagonista dell'altro ventennio fu ancor più bravo, perché con maggioranza relativa riuscì ad eliminare tutti gli avversari, mi pare però di ricordare non con i processi bensì con i trapassi a miglior vita.